sabato, Settembre 12, 2026

Scuola: presidio dei precari


I precari costituiscono il 35% dei lavoratori della scuola piemontese: sono indispensabili per il funzionamento di qualsiasi struttura scolastica; vengono assunti a settembre e licenziati a giugno, ogni anno, per 5, 10, 15 anni o per tutta la carriera. Quest’anno il governo ne ha lasciati a casa 1639 in Piemonte e 822 nella provincia di Torino: tante sono le cattedre eliminate dal ministro nelle scuole della nostra Regione, prefigurando a livello nazionale il più grosso licenziamento che la storia ricordi. Tutti docenti e lavoratori con anni di esperienza alle spalle, formazione e conoscenze che vengono in questo modo sprecate.


Eppure le scuole oggi sono aperte lo stesso: verrà chiesto ai docenti rimasti di fare lezione in aule sempre più affollate, senza sussidi didattici adeguati, con laboratori ormai dismessi. Sempre più spesso gli studenti usciranno prima, entreranno dopo o saranno smistati in altre classi quando manca un insegnante, perchè ormai si è tagliato su tutto e ciò che rimane sono solo gli stipendi dei supplenti.
La protesta dei precari della scuola non è la semplice difesa di un posto di lavoro ma anche la lotta per ottenere una scuola pubblica e laica di qualità, che permetta la formazione di cittadini consapevoli in grado di comprendere e analizzare la società in cui vivono.
Infatti vengono contestati fortemente i tagli lineari cioè senza alcun criterio di merito come tanto sbandierato dal “ministro anti-fannulloni” Brunetta: vengono tagliati i precari senza valutare le capacità. E già i dati OCSE erano allarmanti: investiamo nell’istruzione slo il 4,5% del PIL contro una media del 5,7% dei 33 paesi, penultima solo dopo la Slovacchia.
Per questo i Precari e Disoccupati Autoconvocati della Scuola di Torino chiedono partecipazione e solidarietà al presidio permanente che si terrà in Piazza Castello di fronte al palazzo della Regione a partire dal pomeriggio del 13 settembre. Il presidio proseguirà sino al 19 e si alterneranno lezioni in piazza, laboratori per i più piccoli, dibattiti e assemblee aperte. Si aprirà il 13 pomeriggio alle 17 e 30 con un grande assemblea pubblica sulla crisi della scuola e troverete in seguito il programma dettagliato sulle iniziative della setttimana.
I precari, come lavoratori ed ex lavoratori della scuola, rivendicano, nei confronti della Regione Piemonte, il diritto di venire interpellati in merito allo stanziamento dei fondi a disposizione per l’istruzione, evitando così inutili investimenti con scarse ricadute sul piano della didattica e pressocchè nulle su quello della dispersione scolastica. Ciò che serve alla scuola sono l’immediata modifica della legge Gelmini con la stabilizzazione dei precari tramite criteri meritocratici e stanziamenti per le strutture e la riqualificazione dei servizi offerti e non soldi sprecati in progetti propagandistici. La scuola pubblica è un bene di tutti e quindi va difeso perchè senza istruzione non vi può essere libertà.

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