sabato, Aprile 18, 2026

Scuola: presidio dei precari


I precari costituiscono il 35% dei lavoratori della scuola piemontese: sono indispensabili per il funzionamento di qualsiasi struttura scolastica; vengono assunti a settembre e licenziati a giugno, ogni anno, per 5, 10, 15 anni o per tutta la carriera. Quest’anno il governo ne ha lasciati a casa 1639 in Piemonte e 822 nella provincia di Torino: tante sono le cattedre eliminate dal ministro nelle scuole della nostra Regione, prefigurando a livello nazionale il più grosso licenziamento che la storia ricordi. Tutti docenti e lavoratori con anni di esperienza alle spalle, formazione e conoscenze che vengono in questo modo sprecate.


Eppure le scuole oggi sono aperte lo stesso: verrà chiesto ai docenti rimasti di fare lezione in aule sempre più affollate, senza sussidi didattici adeguati, con laboratori ormai dismessi. Sempre più spesso gli studenti usciranno prima, entreranno dopo o saranno smistati in altre classi quando manca un insegnante, perchè ormai si è tagliato su tutto e ciò che rimane sono solo gli stipendi dei supplenti.
La protesta dei precari della scuola non è la semplice difesa di un posto di lavoro ma anche la lotta per ottenere una scuola pubblica e laica di qualità, che permetta la formazione di cittadini consapevoli in grado di comprendere e analizzare la società in cui vivono.
Infatti vengono contestati fortemente i tagli lineari cioè senza alcun criterio di merito come tanto sbandierato dal “ministro anti-fannulloni” Brunetta: vengono tagliati i precari senza valutare le capacità. E già i dati OCSE erano allarmanti: investiamo nell’istruzione slo il 4,5% del PIL contro una media del 5,7% dei 33 paesi, penultima solo dopo la Slovacchia.
Per questo i Precari e Disoccupati Autoconvocati della Scuola di Torino chiedono partecipazione e solidarietà al presidio permanente che si terrà in Piazza Castello di fronte al palazzo della Regione a partire dal pomeriggio del 13 settembre. Il presidio proseguirà sino al 19 e si alterneranno lezioni in piazza, laboratori per i più piccoli, dibattiti e assemblee aperte. Si aprirà il 13 pomeriggio alle 17 e 30 con un grande assemblea pubblica sulla crisi della scuola e troverete in seguito il programma dettagliato sulle iniziative della setttimana.
I precari, come lavoratori ed ex lavoratori della scuola, rivendicano, nei confronti della Regione Piemonte, il diritto di venire interpellati in merito allo stanziamento dei fondi a disposizione per l’istruzione, evitando così inutili investimenti con scarse ricadute sul piano della didattica e pressocchè nulle su quello della dispersione scolastica. Ciò che serve alla scuola sono l’immediata modifica della legge Gelmini con la stabilizzazione dei precari tramite criteri meritocratici e stanziamenti per le strutture e la riqualificazione dei servizi offerti e non soldi sprecati in progetti propagandistici. La scuola pubblica è un bene di tutti e quindi va difeso perchè senza istruzione non vi può essere libertà.

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10 Commenti

  1. Buongiorno sono indignato da questi dati, sono un ex studente ed è già qualche anno che questa storia va avanti. Non sono un insegnate ma vorrei partecipare anche io al presidio per cercare di cambiare questa politica marcia e per cercare di far avere ai miei figli un educazione scolastica degna non sicuramente come quella che ho avuto io.
    Dove posso trovare il programma del presidio?

  2. Le piazze cominciano ad affollarsi… segno di una situazione che non può più essere ignorata e tollerata!
    Piena solidarietà ai precari che sono scesi in piazza!

  3. Questi ci chiamano bamboccioni, ma non dicono mai, che noi siamo bamboccioni, perchè loro non sanno far funzionare questa economia.
    Vergogna!!!

  4. Questi ci chiamano bamboccioni, ma non dicono mai, che noi siamo bamboccioni, perchè loro non sanno far funzionare questa economia.
    Vergogna!!!

  5. “…perchè ormai si è tagliato su tutto e ciò che rimane sono solo gli stipendi dei supplenti.”
    Eh già, e gli stipendi degli insegnanti di religione dove li mettete? molto utili direi. Il MoVimento è la nostra unica speranza…

  6. “…perchè ormai si è tagliato su tutto e ciò che rimane sono solo gli stipendi dei supplenti.”
    Eh già, e gli stipendi degli insegnanti di religione dove li mettete? molto utili direi. Il MoVimento è la nostra unica speranza…

  7. Ringrazio per la solidarietà, in effetti noi docenti precari (e anche qualcuno in ruolo, ma pochi) siamo molto preoccupati non solo per il nostro posto di lavoro, ma per la scuola pubblica (offerta formativa, edilizia,comunicazione col mondo del lavoro)nel suo complesso. E’ insomma una battaglia di civiltà: l’Italia deve decidere se in futuro vorrà essere solo il paese (voluto il minuscolo) della droga, delle escort, della TV spazzatura, della spazzatura vera e propria, dei politici corrotti e dei cattolici bigotti. La Controriforma Gelmini (unita ai tagli e ai veti sulla ricerca scientifica) sta dando il colpo di grazia a un sistema già fragile e indebolito anche dalle scelte errate del centro(sinistra?).
    Per ora noi precari autoconvocati abbiamo aperto un dibattito pubblico tutti i pomeriggi in P.za Castello fino a domenica 19 settembre con lezioni in pubblico di italiano, filosofia, greco e animazione per bambini. A ciò si unisce l’incontro con le forze sindacali, ammmesse che esistano ancora. Non useremo i fumogeni per CISL e UIL che tanto sappiamo già non essere mai presenti (amneno non nelle fabbriche, né nelle scuole, né con gli immigrati, ma forse al bar San Carlo con Confindustria), i CUB e i Cobas ci hanno sempre appoggiati e la FLC CGIL si sta lentamente risvegliando dal lungo sonno della ragione. Vi aspettiamo tutti numerosi, io terrò lezione domenica alle 11 spiegando perché un insegnante di greco non può non fare (la) POLITICA (non solo quella di Platone e Aristotele). A presto!

  8. Purtroppo dobbiamo tenere conto di una cosa quando si parla dei politici italiani che non sanno gestire l’economia: non danno fastidio a nessuno mentre a un sindaco che dava fastidio hanno sparato in faccia. Sono cose che fanno pensare, non è vero? Ovvio che nonostante questo abbiamo il dovere di difenderci e lottare se vogliamo veramente cambiare le cose (in modo civile e democratico, naturalmente).

  9. Il prooveditore agli studi di Torino dott. De Santis ha dichiarato che “…mentre tutti i settori del lavoro sono in crisi LA SCUOLA ASSUME con 1400 assunzioni in ruolo…”: forse tale signore sta guardando un film diverso dal nostro!!!
    Intanto la Gelmini dichiara che i precari verranno regolarizzati entro 6-7 anni.
    Vorrà dire che per tutto questo periodo i suddetti sono invitati a mangiare a casa sua!!!
    Non c’è limite al peggio.

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