“Noi siamo nuovi, siamo diversi da quelli di prima.” Quante volte ve lo siete sentiti dire da un partito politico?
Noi veramente vogliamo rappresentare un cambiamento nella politica, qualcosa di diverso. Eppure sappiamo che dirlo non è sufficiente. Sappiamo anche che non è sufficiente presentare proposte innovative e nemmeno candidare persone giovani, incensurate e senza precedenti vite politiche alle spalle (anche se quest’ultima cosa indubbiamente aiuta parecchio). Il problema della politica è l’accumulo di molto potere in poche mani, e questo problema non può essere gestito semplicemente fidandosi delle persone – il potere corrompe anche i migliori – ma va affrontato cambiando in profondità il legame tra i cittadini e i loro amministratori eletti.
Noi crediamo dunque nel politico come dipendente dei cittadini. Che cosa vuol dire? Intanto vuol dire che anche i politici, come tutti i lavoratori, devono essere assunti dal loro datore di lavoro (in questo caso la cittadinanza) in base alle proprie capacità e competenze. Infatti, nella nostra sezione sui candidati troverete le schede di ognuno di noi, e soprattutto i link per contattarci. Scriveteci, scrutateci, metteteci alla prova. Valutate le esperienze e le opinioni di ognuno. Scegliete con cura non solo la lista, ma anche la specifica persona a cui volete dare fiducia.
E poi, dopo aver dato fiducia, chiedetene sempre conto. Già , perché il politico non può sparire dopo la festa elettorale, gabbando gli elettori con tante promesse che poi potrà anche non mantenere. Come ogni dipendente, il politico deve avere un contratto di lavoro – tutti noi candidati l’abbiamo firmato – che lo vincola a portare avanti non i propri interessi, ma quelli dei cittadini, e a consultarsi costantemente con loro prima di prendere le decisioni più importanti. Internet, in questo, ci facilita: permette un rapporto continuo tra elettori ed eletti. Se il politico non fa ciò per cui è stato assunto, se non è all’altezza del compito o se tradisce il mandato, va cacciato. La legge italiana, nata in un’altra epoca, non prevede questo genere di controllo diretto (a differenza di molte altre nazioni, dove il “richiamo” dell’eletto inadempiente è normale). Noi, comunque, ci prendiamo questo impegno etico volontariamente, perché ci crediamo.
E infine, il politico deve andare a casa dopo aver svolto il suo “servizio civile”. Non può restare all’infinito sulle poltrone della politica, perché dopo un po’ non saprà fare altro che il politico, non capirà altro che i giochi di potere, non avrà più la minima idea dei problemi del mondo reale. Tra i nostri impegni c’è quello di svolgere al massimo due mandati completi, e c’è quello di guadagnare al massimo duemilacinquecento euro netti al mese – già un ottimo stipendio, di questi tempi – rimettendo a disposizione del movimento il resto, possibilmente anche per scopi sociali, finché non si riuscirà a ridurre quell’altro scandalo che sono i compensi fuori misura delle posizioni elettive italiane. L’obiettivo è che nessuno possa essere allettato a fare politica semplicemente dall’idea di diventare ricco: un buon compenso è necessario, altrimenti solo i ricchi di famiglia potrebbero fare politica, ma non di più.
Queste sono le nostre idee in merito, e su queste chiediamo la vostra fiducia e ancor di più la vostra partecipazione: controllateci, interrogateci, fateci sapere che ne pensate. Lo spazio dei commenti qui sotto è a vostra disposizione.

