sabato, Aprile 18, 2026

Giù le mani dalla Valsusa

Sono ore concitate queste in Val Susa.
Lo Stato deve assolutamente eseguire i sondaggi geognostici (cioè delle analisi del terreno e delle falde idriche) lungo tutto quello che sarà il percorso della tratta ad alta velocità-altà capacità (il cui treno è detto TAV, appunto per treno ad alta velocità) tra Torino e Susa da cui poi si ricongiungerà attraverso le montagne alla Francia, direzione Lyon. Se non verranno eseguiti entro fine mese, è probabile che vengano perduti i finanziamenti europei, e si allontani la possibilità di eseguire l’opera.


Lungi da noi prendere posizioni di parte ideologiche, ma vorremmo fare semplicemente una corretta informazione. La stampa riduce tutti i “no tav” a pochi anarco-insurrezionalisti o “giovani dei centri sociali”, mentre chi è stato o vive in Val Susa sa benissimo che il movimento è trasversale, coprendo tutto l’arco istituzionale e oltre, con gente di destra, centro e sinistra, giovani, e soprattutto meno giovani, bambini, madri e padri. Forse già questo dovrebbe far riflettere: quando mai s’è vista una vertenza territoriale che copre così tante visioni e culture diverse?
Seconda cosa che dovrebbe far riflettere il lettore: la Regione e la Provincia hanno dalla loro fior fiori di tecnici ed esperti, ovviamente lautamente retribuiti, compresi il presidente dell’Osservatorio Tecnico, Mario Virano. La comunità della Val Susa, ha dalla loro migliaia di tecnici, esperti e meno esperti, volontari, non retribuiti, che sottraggono ore del proprio tempo libero, del lavoro, della famiglia alla difesa del proprio territorio. Forse che, dico forse, sono realmente, disinteressatamente, all’opera per tutelare tutta la valle?
Terza cosa: il conflitto di interessi. Accennato sopra a proposito dei tecnici, e dei politici che usano la protesta per proprio tornaconto, il conflitto raddoppia a proposito dei giornali. Ormai si leggono articoli quasi ridicoli, con giornalisti che si arrampicano sugli specchi della difesa dell’opera per creare sviluppo e lavoro, prendendo in giro i cittadini, per di più in un periodo di crisi economica come quella odierna, come se da una sola linea ferroviaria dipendesse il benessere di una nazione. E se, all’opposto, fosse un buco nell’acqua come le odierne tratte AV con treni sempre in ritardo, e con un costo per km che è aumentato 6 volte da quello preventivato, e con un ritorno operativo dell’investimento non ancora ipotizzabile?
Nei prossimi giorni creeremo una pagina dedicata per discutere con tutti i lettori dei pro e contro dell’AV, questo per dire che molti di noi, grazie all’opera capillare di informazione che i valsusini hanno svolto per strada e sul web, dall’essere a favore o indifferenti alla realizzazione dell’opera, si sono convinti della dannosità dell’opera non solo per la valle ma per l’Italia intera, per di più in un momento in cui gli sforzi andrebbero concentrati sull’istruzione, la sanità pubblica, gli ammortizzatori sociali e non su opere faraoniche, di non provata utilità e dannose per l’ecosistema e la casse erariali.
Purtroppo un dubbio ci assale: non è che tutte le lobby del paese del tondino e del cemento, potrebbero ottenerne un utile, e stanno spingendo i partiti in modo bipartisan a premere l’accelleratore su queste opere per poi spartirsi il bottino estratto dalle nostre tasche sempre più esangui?
Di sicuro chiediamo sin d’ora che nessuno osi alzare un manganello sulla popolazione inerme e pacifica della valsusa, in quanto troppo forti sono le cicatrici di Venaus 2005, quando la polizia caricò una folla di cittadini per bene che chiedevano solo di essere ascoltati da un governo sordo e un’opposizione compiacente.
Giù le mani dalla Valsusa!!

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