
Si fa sempre più incerta l’apertura della stagione termale 2026 ad Acqui Terme.
A gennaio la società “Terme di Acqui S.p.A” ha licenziato sette dipendenti a tempo indeterminato e non ha rinnovato il contratto a sedici lavoratori stagionali, di fatto mantenendo in servizio solo due dipendenti.
Sul tema ho interrogato ieri la Giunta Cirio a Palazzo Lascaris. Nonostante la dura battaglia condotta in questi mesi dai sindacati, il gestore non ha fornito alcuna certezza sull’avvio della stagione termale. Così come non si sono concretizzate, ad oggi, le promesse del presidente Cirio di “rientrare nella governance delle Terme”.
Il tema centrale è la scadenza, fissata al 26 aprile 2026, delle concessioni delle acque termali denominate “Vascone” e “La Bollente”, attualmente in capo all’attuale gestore, con facoltà di assegnazione in capo al Comune di Acqui Terme. La proprietà ha peraltro impugnato davanti al TAR la scadenza a termine delle concessioni, rendendo il quadro giuridico ulteriormente incerto.
Una situazione grave che va affrontata con fermezza, a maggior ragione perché le attività termali di Acqui includono cure convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale erogate dallo Stabilimento Nuove Terme, e una loro eventuale interruzione configurerebbe la sospensione di un importante servizio erogato ai cittadini. Senza pensare a tutte le ricadute economiche sul territorio.
Nella sua risposta, l’assessore Marnati afferma che sono in corso “serrate interlocuzioni” con la proprietà, con gli enti locali e con l’azienda sanitaria per dare continuità al servizio. La Regione Piemonte si è inoltre mossa per tutelare i lavoratori, con l’attivazione di percorsi di politica attiva con il supporto dell’Agenzia Piemonte Lavoro.
La soluzione però tarda ad arrivare, senza alcun impegno formale sull’apertura della stagione termale 2026. Auspichiamo che un epilogo positivo arrivi con l’incontro che si terrà venerdì 17 aprile in Regione, con il Comune di Acqui Terme, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria. A gennaio avevamo dato la nostra disponibilità a collaborare per individuare insieme le misure da mettere in campo, ma la Giunta non ha mai minimamente cercato il coinvolgimento delle opposizioni. Sono passati quasi quattro mesi, ora non c’è più tempo per le promesse e per gli annunci. Dalla Giunta Cirio devono arrivare proposte serie e soluzioni concrete, altrimenti sarà troppo tardi.
Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte

