• venerdì , 14 Agosto 2020
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Frediani (M5S): “Smart working non può essere demandato al buonsenso dei datori di lavoro. Servono norme anche a livello regionale”

Lo Smart Working, o lavoro agile, è una delle poche eredità positive della crisi che ci stiamo lasciando alle spalle. Questa pratica, però, non può essere demandata solo ed esclusivamente al buonsenso dei datori di lavoro. Serve un quadro normativo che dia precise indicazioni ed anche la Regione Piemonte deve fare la propria parte. Penso che nei prossimi mesi questo tema, solo sfiorato oggi in aula durante la discussione contingentata del collegato alla finanziaria, debba essere messo al centro dell’agenda politica di Palazzo Lascaris.

Non bisogna pensare allo smart working come un benefit, questa modalità di lavoro, se applicata nei modi corretti, porta benefici all’intero processo produttivo e alla comunità.

Secondo uno studio del Sole24ore il 24% della forza lavoro nazionale può essere potenzialmente impiegata in smart working. Le conseguenze positive sono sotto la lente d’ingrandimento della comunità scientifica: migliaia di tonnellate di CO2 risparmiate, maggiore flessibilità e produttività con un conseguente aumento degli spazi e dei tempi disponibili dai lavoratori per la famiglia e le attività quotidiane.

Il mondo della politica non deve sottrarsi a queste riflessioni, mettendo in discussione anche le proprie modalità di lavoro e valutando la possibilità di intervenire anche nell’ottica di riduzione dei costi della politica.

Francesca Frediani, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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