• martedì , 7 Luglio 2020
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M5S: ‘NDRANGHETA, CINQUE DOMANDE AL PRESIDENTE CIRIO

Il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle pone 5 domande al Presidente del Piemonte Alberto Cirio in ordine all’arresto di Roberto Rosso. Ci aspettiamo altrettante risposte sincere ed esaustive. I fatti emersi, se confermati nel corso del processo, sono gravissimi e provocherebbero un danno enorme all’immagine della nostra regione nuovamente associata alla malavita organizzata.
Rispondere agli interrogativi è un dovere morale nei confronti dei cittadini piemontesi e nei confronti dell’Istituzione che rappresenta.

1) Chi ha fatto pressioni per nominare Rosso nella Giunta della Regione Piemonte?

2) Che ruolo ha avuto il segretario di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nella trattativa sulla scelta degli assessori regionali in quota Fratelli d’Italia?

3) Alle ultime elezioni regionali l’intera provincia di Torino è stata tappezzata da manifesti con la faccia di Roberto Rosso. Alla conclusione della campagna elettorale l’ex assessore ha dichiarato di aver sostenuto spese per 48.518,40. Le pare una cifra realistica?

4) Prima di nominare Roberto Rosso assessore della Regione Piemonte, si è informato su come avesse finanziato la sua faraonica campagna elettorale personale?

5) Perché a 6 mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio regionale non è stata ancora convocata la prima seduta della Commissione Legalità?

Tra domande ed interrogativi, c’è una certezza. La Regione Piemonte avrà il dovere di costituirsi parte civile all’eventuale processo che si celebrerà in tribunale. Lo prevede infatti una legge regionale proposta dal Movimento 5 Stelle ed approvata dal Consiglio regionale che impegna la Regione a costituirsi parte civile nei processi per mafia che si svolgono sul territorio piemontese.

Gruppo Consiliare M5S Piemonte

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