
Sono stata al presidio di fronte alle Vallette per portare la mia solidarietà alla madre di Nicolò Mirandola, chiuso in cella da più di tre mesi perché ritenuto in “concorso morale” in seguito alla sua partecipazione al corteo del 22 febbraio in occasione di un comizio elettorale di Casapound.
Sebbene sia stato emesso il mandato di scarcerazione che gli avrebbe consentito di tornare a casa già dall’11 giugno, Nicolò si trova ancora in carcere per la non disponibilità del braccialetto elettronico. Un problema più volte denunciato che si ripropone periodicamente e che richiede un’attenzione immediata.
Luisella, la mamma del giovane, ha iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione su questa vicenda ed esprimere tutto il suo sconforto.
Rinnovo la mia vicinanza alla mamma, con l’augurio che la posizione di Nicolò, incensurato e non accusato di atti violenti, venga presto ridefinita. Auspico inoltre che il Garante dei detenuti Bruno Mellano porti nuovamente all’attenzione delle istituzioni le criticità derivanti dalla carenza di braccialetti elettronici.
Francesca Frediani, capogruppo M5S Piemonte

