
Ecomusei del Piemonte: una legge marchetta del PD. Il Consiglio Regionale ha approvato una legge piena di buoni propositi ma con scarsi strumenti attuativi. Un’operazione di facciata, soprattuto se si considera che la nostra Regione è stata la prima a dotarsi di una valida norma in merito nel 1995.
Fin dall’inizio dell’iter in commissione abbiamo sostenuto l’opportunità di inserire i provvedimenti della nuova legge in maniera organica all’interno del Testo Unico sulla cultura approvato appena la settimana scorsa dal Consiglio regionale. Invece la maggioranza ha preferito, per ragioni esclusivamente di visibilità, portare avanti un nuovo testo con un percorso dedicato. Un’occasione mancata per il sistema degli ecomusei, che avrebbe tratto giovamento dall’essere considerato come parte integrante del nostro patrimonio culturale.
L’incoerenza del Partito democratico è evidente nelle premesse della legge laddove si fa riferimento alla valorizzazione “dell’identità locale in un processo partecipato finalizzato alla creazione di una coscienza di luogo diretta a rafforzare il senso di appartenenza delle popolazioni locali verso i beni comuni, costituiti dal patrimonio culturale e dal paesaggio come definito dall’articolo 1 della Convenzione europea del paesaggio.”
Belle parole, peccato che nella pratica le popolazioni locali siano percepite solo come un fastidio e l’ambiente venga regolarmente sacrificato per le grandi opere inutili. Di cui il PD e questa maggioranza sono gli sponsor principali.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Cultura

