
Il fatto di cronaca relativo al treno lanciato in corsa per oltre 25 km da Sant’Antonino a Bussoleno in Val di Susa, con il macchinista stremato dal lavoro e incapace di rendersene conto, è un monito che deve fare riflettere l’Italia sullo stato delle proprie ferrovie.
Il ferroviere, probabilmente stanco per i ritmi di lavoro dei giorni precedenti, non è stato infatti in grado di fermare il treno alla stazione di St. Antonino.
Questo episodio, dopo le denunce di alcune sigle sindacali riguardo all’applicazione dei turni di lavoro e alla gestione del “macchinista unico”, ci pone una riflessione. E’ possibile che i continui tagli del governo alla gestione ferroviaria, in particolare dei treni regionali, sia stata scaricata sui lavoratori con potenziali ripercussioni sulla loro salute e sulla sicurezza.
In particolare ci chiediamo se non sia auspicabile che il macchinista di servizio possa disporre di una riserva a bordo in grado di sostituirlo in caso di sua impossibilità alla guida, magari rendendo intercambiabili i ruoli di capotreno e macchinista. Pur restando le ferrovie italiane fra le più sicure al mondo grazie ai sistemi di sicurezza elettronica avanzati, vi sono situazioni in cui la presenza umana è necessaria non solo per la sicurezza ma come in questo caso, anche per garantire il servizio.
Il MoVimento 5 Stelle intende riportare al centro delle priorità dell’Italia le ferrovie in Piemonte come a Roma. Alla Regione Piemonte chiederemo di farsi parte attiva con il nuovo governo in carica.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Trasporti
Francesca Frediani, Capogruppo M5S Piemonte
Jessica Costanzo, portavoce M5S alla Camera
Susy Matrisciano, portavoce M5S alla Camera
Paolo Romano, portavoce M5S alla Camera
Davide Serritella, portavoce M5S alla Camera
Elisa Pirro, portavoce M5S in Senato

