
Sospendere la DGR 29 della Regione Piemonte sulle residenze psichiatriche, aprendo un dialogo con operatori del settore e famiglie per arrivare ad una rivisitazione condivisa della delibera. La proposta del Movimento 5 Stelle, contenuta in una mozione a prima firma Davide Bono, è stata bocciata dalla maggioranza. Il testo impegnava la Giunta ad una rivalutazione complessiva dei pazienti, tarando così le autorizzazioni sulla base dell’effettivo fabbisogno di posti sul territorio.
In questo modo la Giunta Chiamparino ancora una volta ha ignorato il disagio di 1.700 famiglie che dovranno presto sostenere maggiori spese per assistere i propri cari e di oltre 400 lavoratori (principalmente educatori e psicologi) che verranno licenziati. Le velate aperture al dialogo di Saitta e la mozione del Pd sono solo parole ma non prevedono alcun impegno concreto.
I costi sociali di questa riforma avranno pesanti ripercussioni a livello sociale ed economico, anche per la stessa Regione Piemonte. E’ facile immaginare infatti come i pazienti si rivolgeranno maggiormente negli ospedali e nei Pronto Soccorso con evidenti conseguenze sul servizio e sulle spese sanitarie regionali. Se non alle case di cura private che finiranno per diventare nuovi manicomi.
Questa è una riforma basata sostanzialmente sull’idea di abbandonare le famiglie piemontesi a sé stesse. Ormai, anche nella nostra Regione, la sanità viene vista più come un costo da scaricare che come un diritto inalienabile dei cittadini.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Sanità

