• martedì , 22 Settembre 2020
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CONFINDUSTRIA DIMENTICA LA VOLONTA’ DEGLI ITALIANI ESPRESSA NEL REFERENDUM. PIANO IDRICO PASSO IMPORTANTE PER TUTELARE L’ACQUA PUBBLICA

L’11 settembre scorso la Conferenza dell’Autorità d’Ambito cuneese ha approvato in via provvisoria il Piano che «disegna» gli investimenti sul ciclo idrico integrato della provincia di Cuneo per i prossimi 30 anni. Una prima visione evolutiva del servizio idrico dopo anni di incuria ed assenza di una gestione complessiva.

Un passaggio importante per rispettare la volontà di oltre il 95% di cittadini italiani che al referendum del giugno 2011 hanno chiesto che la gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) rimanesse pubblica. Su un quotidiano della provincia di Cuneo non solo Confindustria ha contestato duramente l’adozione del Piano d’Ambito ma ha comprato un’ intera pagina per attaccare le carenze del Piano finanziario.

All’associazione degli Industriali, è utile ricordarlo, sono iscritte aziende che hanno quote nelle società private che attualmente gestiscono l’acqua (Gruppo Egea che tramite la Tecnoedil è socia di Alpi Acque S.p.a.). Secondo Confindustria gli investimenti, oltre 700 milioni in 30 anni, sarebbero “nettamente inferiori alle reali esigenze, soprattutto per la manutenzione e sostituzioni di reti ed impianti obsoleti” ed arrivando persino ad affermare che “il piano dell’ATO rischia di lasciare la Provincia di Cuneo senza acqua”.

Invece il Piano Finanziario prevede un incremento delle risorse da 15 a 24 milioni annui. Perché Confindustria in tutti questi anni non ha mai comprato una pagina di giornale per denunciare gli investimenti insufficienti, in particolare dei propri iscritti, o per paventare la mancanza d’acqua ai cittadini? Sarebbe abbastanza facile pensar male ma vogliamo credere che a seguito delle difficoltà idriche di un’estate particolarmente secca si stia facendo strada anche nel comparto produttivo privato una presa di coscienza dell’importanza della corretta gestione del servizio idrico integrato. Il piano finanziario e l’intero piano d’ambito potranno essere migliorati nei 90 giorni previsti dalla legge soprattutto per quanto riguarda i piccoli Comuni i quali porteranno sicuramente le loro osservazioni.

Il MoVimento 5 stelle farà sentire la propria voce, attraverso eletti, attivisti e simpatizzanti, su qualsiasi ingerenza da parte di soggetti che vorrebbero anteporre i propri interessi privati a scapito della volontà espressa dai cittadini italiani nel Referendum sull’Acqua Pubblica.

Mauro Campo, Consigliere regionale M5S Piemonte
Fabiana Dadone, deputato M5S

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