
Per la quarta volta la Regione Piemonte fa come Ponzio Pilato sui pozzi Eni di Carpignano Sesia (NO). Interrogato oggi in Consiglio regionale l’assessore all’Ambiente Valmaggia ha annunciato che la Regione Piemonte non presenterà ricorso nemmeno contro il decreto trivelle “disciplinare tipo”.
Le occasioni perse sono ormai quattro. La Giunta si era già rifiutata di presentare ricorso contro lo Sblocca Italia, contro il primo e secondo decreto trivelle e persino contro il decreto di compatibilità dei pozzi redatto dal Ministero dell’Ambiente. Chiamparino e Valmaggia con il loro immobilismo hanno srotolato tappeti rossi per l’arrivo delle trivelle petrolifere ignorando completamente le richieste dei cittadini e la necessità di difendere l’ambiente. Dove sono adesso gli esponenti del PD novarese che fino a qualche mese fa promettevano l’impegno della Giunta Chiamparino contro le trivelle? Spariti. Del loro impegno su questo fronte restano solo parole al vento e nient’altro. I fatti invece raccontano un’altra storia. La Regione a guida PD non ha mai difeso il territorio dalle trivelle Eni.
Altre Regioni, anche a guida PD, hanno tutelato i propri interessi impugnando i folli decreti del Governo Renzi e vincendo nelle aule dei tribunali dove è stato ribadito come decisioni così importanti debbano avvenire in accordo con le Regioni. Il Piemonte invece è rimasto a guardare, con buona pace dei maggiorenti democratici del novarese.
Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

