• venerdì , 30 Ottobre 2020
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Legge sulla caccia e tutela dell’ambiente

Tutelare l’Ambiente, per il M5S vuol dire limitare i danni del passaggio dell’Uomo nella Natura.

Per questo l’anno scorso abbiamo presentato in Consiglio regionale una legge, a prima firma del Consigliere Giorgio Bertola, per arginare fortemente l’impatto della caccia. In particolare secondo il nostro provvedimento:

  • le specie cacciabili sono tre: lepre, fagiano e cinghiale
  • La caccia viene consentita qualora vengano rispettate tutte le seguenti condizioni: o la diffusione della specie copre tutto il territorio potenzialmente idoneo, non vi sono quindi aree dove la specie potrebbe vivere ma è al momento assente; o la specie presenta dinamiche di popolazione positive da alcuni anni, cioè si trova in una consolidata fase di aumento dei propri individui; o sono stati accertati consistenti danni alle attività umane.
  • Il testo prevede 2 mesi di stagione venatoria. L’unica eccezione è rappresentata dalla possibilità di intervenire, in via prioritaria con metodi ecologici, laddove una eccessiva densità di specie selvatiche crea problemi alle attività umane.
  • La caccia è vietata la domenica.
  • La caccia è vietata su terreno coperto da neve, senza alcuna eccezione.
  • Nelle zone private di caccia (le aziende faunistico-venatorie) si applica la normativa vigente per i terreni ove si pratica la caccia programmata.

È la vecchia legge regionale del Piemonte, con l’aggiunta delle restrizioni che sarebbero state introdotte con il referendum del 2012 promosso dalle associazioni ambientaliste e decaduto perché la legge venne abrogata dalla Giunta Cota proprio per evitare il recepimento di queste modifiche, lasciando un dannoso vuoto normativo!

Inoltre la proposta di legge introduce sostanziali novità:

  • vengono eliminate le aziende agri-turistico-venatorie in quanto in esse è permessa l’immissione di fauna cacciabile tutto l’anno, anche pochi minuti prima del loro abbattimento.
  • In assenza di approvazione del Piano Faunistico Venatorio la caccia viene sospesa.
  • Vengono eliminate le gare dei cani da caccia in cui è possibile sparare alle prede: restano le gare ma senza facoltà di sparo.
  • Non vengono più previsti Commissioni e Comitati consultivi. 5. I Comitati di Gestione di ATC e CA diventano soggetti di diritto pubblico, anche per facilitare il monitoraggio sull’operato in quanto essi gestiscono beni e risorse pubbliche.
  • Viene riequilibrata la composizione dei Comitati di Gestione degli ATC e dei CA, oggi fortemente sbilanciata a favore del mondo venatorio.
  • Viene eliminata la possibilità di effettuare ripopolamenti a scopo venatorio. Tali operazioni risultano molto dispendiose e spesso causano problemi di natura ecologica e sanitaria. Di conseguenza vengono fortemente ridimensionate le strutture che servivano a tale scopo (ad esempio i centri pubblici per la produzione di fauna selvatica).
  • Viene eliminata la possibilità di allevare i cinghiali, cosa che spesso, a causa di fughe più o meno accidentali, ne causa una ulteriore diffusione sul territorio.
  • Viene limitata, per quanto possibile, la facoltà per il cacciatore di entrare in fondi privati contro la volontà del proprietario.
  • Viene eliminato il nomadismo venatorio, unanimemente riconosciuto come uno degli aspetti più deleteri della pratica venatoria. Il cacciatore può cacciare in un solo ATC oppure CA, per un periodo di almeno cinque anni.
  • Viene eliminata la possibilità di cacciare con l’arco, in quanto spesso l’animale viene solo ferito ed è un metodo pericolo per la sua silenziosità, e con i falchi, causa questa della predazione di nidiacei a carico di specie spesso minacciate di estinzione.

Per quanto riguarda i controlli faunistici, ad esempio il contenimento del cinghiale, nei periodi di caccia chiusa, e/o nelle aree urbane, o nelle oasi di protezione faunistica, riteniamo che questo spetti esclusivamente agli agenti venatori pubblici. Questo è stato ribadito anche in una recente sentenza della Corte Costituzionale.

In questo periodo in Commissione stiamo quindi esaminando tre proposte di legge: una della Giunta regionale, una del centrodestra ed una del M5S, l’unica veramente restrittiva.

Ci impegneremo  affinché venga approvata una legge  il più possibile vicina alla nostra proposta, che sia una legge che rispetti veramente la Natura e i suoi abitanti.

Per maggiori informazioni consultate la nostra proposta di legge a questo link à https://goo.gl/ZhsB8F

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