CITTA’ DELLA SALUTE, BONO (M5S): RICORSO FINANZIARIO AI PRIVATI E’ FOLLE E CHIAMPARINO SI ACCORGE CHE IL PROGETTO ERA SOTTOSTIMATO
Leggiamo basiti il carteggio tramite giornali tra autorevoli esponenti medici della Città della Salute e la Regione Piemonte, nella figura di Chiamparino. Il ricorso al Partenariato Pubblico-Privato per realizzare la nuova Città della Salute nell’area Avio Oval del Lingotto sarebbe l’ultimo regalo di Chiamparino e della sua giunta alle banche, indebitando per 30 anni la già malmessa Azienda Ospedaliera, a costi da usura (fino all’8% contro il 2-3% di un normale finanziamento bancario).
Ovvio che il progetto prevede un primo step per la parte sanitaria (ampiamente sottostimata come numero di posti letto) e un secondo per la parte di ricerca e innovazione, visti i durissimi costi finanziari e forse la parte di ricerca ed innovazione mai la vedremo neanche iniziare.
Non era un caso che il primissimo progetto della Città della Salute con le due Torri su Corso Spezia prevedeva una saggia realizzazione per fasi, facendo ricorso alle sole risorse pubbliche, man mano che venivano reperite, mantenendo l’attuale location della Città della Salute, con costi finanziari minimi. Tale progetto è stato rapidamente accantonato da Chiamparino, forse per coprire scelte scellerate del passato (l’acquisto dell’area ex Avio al doppio del prezzo con bonifica da fae), ed ora ci si accorge che lo spazio dell’area Lingotto intorno al grattacielo non è sufficiente e si richiede di alzare in altezza il progetto con lievitare dei costi.
Chiediamo all’all’Azienda di verificare e ponderare ogni altra soluzione per non essere vincolati ad un progetto esoso dal punto di vista finanziario che vincolerà il Piemonte e i piemontesi per 30 anni. Chiediamo di procedere per step accantonando l’idea di partire con un progetto faraonico e potenzialmente catastrofico per la sanità cittadina.
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