di Federico Valetti e Davide Bono
Dopo estenuanti mesi di lotta del Movimento 5 Stelle in Regione e Comune, siamo giunti ad un nuovo capitolo, del tunnel di Corso Grosseto a Torino. L’esito non ci rende soddisfatti avendo chiesto alla Regione, fino agli ultimi incontri con il CIPE, l’annullamento dell’opera per ridisegnare insieme al Comune la rete ferroviaria e metropolitana di Torino in modo integrato e lungimirante. La testardaggine di Chiamparino e Balocco li ha spinti a difendere un’opera piena di problemi progettuali sulla viabilità e senza senso dal punto di vista ferroviario.
Gli errori commessi dalla Regione Piemonte su Corso Grosseto sono simili a quelli che hanno portato nella zona sud di Torino ad avere una Metropolitana completamente scollegata dalla stazione dei treni Lingotto, impedendo così la creazione di una rete integrata di metropolitane e treni urbani. Errare è umano, perseverare no. Questo progetto infatti è in pessima “sintonia” con quanto programmato nel corso degli anni dal Pd in Comune e Regione, ovvero un puzzle assemblato male di opere sconnesse e scollegate le une con le altre, senza una visione d’insieme. A questo punto vediamo arretrare, ma non ancora scomparire, la nostra idea di sistema integrato di metropolitane che voleva portare la Torino Ceres in centro città senza sventrare un intero quartiere, facendola diventare la nostra seconda linea di metropolitana in risposta alla visione miope di Fassino e Chiamparino che vorrebbero farci credere che il centro città è solo a Porta Susa, tagliando completamente fuori dai trasporti luoghi ben più centrali come Porta Palazzo e Piazza Castello.
L’assessore M5S Lapietra ha chiesto di stralciare il progetto, ma si è trovata di fronte un muro di gomma. In seconda fase è stato chiesto di operare una variante sul tunnel stradale per permettere la non interruzione del tunnel di Via Stradella prima di Madonna di Campagna. Soluzione respinta per motivi procedurali del bando. Il tutto di fronte agli attoniti tecnici CIPE che hanno condiviso in pieno le nostre preoccupazioni e duramente criticato, sotto il profilo tecnico, il progetto di corso Grosseto, in particolare per la scelta di Chiamparino e Balocco di buttare al vento un tunnel ferroviario costruito coi soldi del ministero negli anni ’90 e praticamente nuovo.
Compresa la situazione, il CIPE si è detto disponibile a valutare quanto prima un nostro progetto di recupero del tunnel di via Stradella, col suo proseguimento verso il centro città (Porta Palazzo) nella prospettiva di fargli raggiungere Porta Nuova. Allo stesso modo gli verrà sottoposto il progetto di Stazione Dora FS a fine 2016, inizio 2017.
Il Comune di Torino ha ottenuto di modificare la viabilità di corso Grosseto e di completare la copertura del passante tra via Breglio e la bretella autostradale prima di abbattere il cavalcavia di corso Potenza. Senza questa operazione tutta Torino nord sarebbe stata paralizzata per l’intero periodo del cantiere (3 anni nella migliore delle ipotesi).
Si è ottenuto che la futura stazione di corso Grosseto verrà collegata alla stazione di Madonna di Campagna attuale in modo da permettere il cambio di mezzo verso Porta Palazzo con una metropolitana.
A causa delle scelte folli della Regione, abbiamo perso un’altra occasione per pianificare con lungimiranza la rete di metropolitane di Torino. L’ennesimo strascico delle scelte di Chiamparino, che dopo aver fatto danni al Comune ha proseguito in Regione.
Anche questa volta e speriamo l’ultima, il nostro lavoro è stato quello di mettere pezze ai danni fatti da altri. Torino si merita qualcosa di più e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.
Ringraziamo l’assessore Lapietra per essersi battuta in una lotta impari per far ritirare il progetto alla Regione Piemonte, portando a casa alcune opere altrimenti irrealizzate e migliorando, come si poteva, il progetto attuale.

