• martedì , 2 Giugno 2020

CULTURA, IL SISTEMA PARIGI

Antonella Parigi direttrice del Circolo dei lettori di Torino, e presidente del comitato organizzatore Torino Spiritualità Domande a Dio….

Nel caos normativo che regola il sistema dei contributi in ambito culturale, e che auspichiamo venga al più presto regolato dalla tanto agognata legge quadro che dovrebbe scaturire dagli Stati Generali in corso, occupa sicuramente un posto di rilievo la legge legge 58/78 “Promozione della tutela e dello sviluppo delle attività e dei beni culturali”.


Nel caos normativo che regola il sistema dei contributi in ambito culturale, e che auspichiamo venga al più presto regolato dalla tanto agognata legge quadro che dovrebbe scaturire dagli Stati Generali in corso, occupa sicuramente un posto di rilievo la legge legge 58/78 “Promozione della tutela e dello sviluppo delle attività e dei beni culturali”. Abbiamo presentato diverse interrogazioni per monitorare applicazione e risultati, rilevando molti problemi ed aspetti poco chiari.

Criteri e convenzioni

 

Ad ottobre 2015, in risposta ad una nostra interrogazione relativa proprio ai criteri di scelta dei destinatari dei contributi e agli importi erogati, l’Assessore Parigi dichiarava che le linee di indirizzo sono state illustrate nel programma di attività e che da tale programma si desume che “abbiamo degli enti culturali partecipati della Regione a cui, come linea programmatica, abbiamo dato quella di un’attività di razionalizzazione, di fare sistema, di attivare progetti condivisi con i privati e di rendersi sempre più sostenibili”. Aveva poi evidenziato l’esistenza di un secondo capitolo di erogazione dei fondi, che avvengono attraverso delle convenzioni, aggiungendo che “sono pochissime e naturalmente riguardano attività riconosciute come eccellenze o facenti parte di specifici sistemi di ambito”.

Il termine “eccellenze” ricorre spesso nelle risposte ad interrogazioni rivolte all’assessore che chiedono conto di contributi dati direttamente a eventi realizzati sul territorio piemontese (principalmente concentrati nell’area torinese).

A quanto pare, quindi, parte dei fondi destinati alla cultura in base alla legge 58 è data a soggetti ritenuti “eccellenze”. I requisiti definiti all’interno del Programma di attività 2015-2017 sono i seguent
i:

 

  • la definizione di un progetto complessivo per il periodo considerato

  • specifici programmi di attività annuali coerenti con il piano progetto generale

  • evidenti ricadute di pubblico interesse sul territorio e rapporti con l’ambito culturale in cui agiscono

  • l’impegno economico della Regione Piemonte che abbia carattere sussidiario e comunque non esclusivo rispetto a una pluralità di fonti

 

A nostro avviso questi requisiti sono abbastanza vaghi da consentire un eccessivo margine di discrezionalità alla Giunta e garantire contributi a soggetti che, probabilmente, riscuoterebbero successo già da soli e non hanno certo bisogno del sostegno pubblico che invece dovrebbe stimolare l’innovazione ed agevolare la fruizione della cultura ai cittadini piemontesi, svolgendo in tal senso anche una funzione divulgativa ed educativa. Ricordiamo infatti la finalità della l. 58/78: “consentire uno sviluppo diffuso ed omogeneo delle attività e delle strutture culturali in tutto il territorio regionale; di favorire la tutela, la valorizzazione e l’utilizzazione da parte di tutta la popolazione dei beni culturali e di promuovere l’incremento e la gestione democratica delle relative strutture; di incrementare la ricerca nel campo della storia umana e naturale della regione; di diffondere tra i cittadini, in particolare fra i giovani, la conoscenza dei principi di libertà ispiratori della Costituzione della Repubblica Italiana”.

Di questi principi non troviamo traccia nei criteri associati alle Convenzioni, che sembrano pertanto uno strumento studiato appositamente per garantire libertà d’azione all’Assessore nella scelta della destinazione dei fondi.

 

Trasparenza

 

Note dolenti anche dal punto di vista della trasparenza. Abbiamo interrogato l’assessore Parigi in merito all’assenza, nell’apposita area del sito, dei dati relativi ai beneficiari della L.r. 58/1978 dal 2014 in avanti.

L’assessore ci ha risposto con la “stampa” della pagina del sito in cui si legge di accedere alla sezione “Amministrazione trasparente” per visualizzare i dati aggiornati. Dopo molteplici tentativi e svariate telefonate alla direzione Cultura dell’Assessorato per chiedere indicazioni, siamo riusciti a scaricare i file richiesti, archiviati in effetti in un’area pubblica del sito, ma accessibile con non pochi passaggi e perdita di tempo, dopo un percorso per nulla intuitivo.

Ritardi pagamenti

Cronici ormai i ritardi nei pagamenti. Alla nostra interrogazione, l’Assessore ha risposto ricordando che “contrariamente agli anni passati, quelli della Belle Epoque, noi non possiamo deliberare, se non abbiamo la cassa disponibile” e  affermando che “per una Regione come la nostra, di cui tutti noi portiamo la responsabilità, il fatto di avere un ritardo di pagamento di sei mesi, a questo punto, perché pagheremo l’anticipo 2016, lo giudico un ottimo risultato”.

Di diverso parere il Comitato Emergenza Cultura Piemonte, che aveva invece espresso in un duro comunicato stampa i timori in merito al ritardo dei pagamenti:

 

“L’Assessore al Bilancio non intende procedere al pagamento dei contributi 2015 alle associazioni dei settori arti visive, musica, mostre, danza, che si sono indebitate con le banche e che sono a questo punto sull’orlo del fallimento. Un vero e proprio attacco alla gestione della cultura soprattutto nei confronti delle realtà più piccole ma che rendono un servizio sociale enorme in Piemonte. Tutto questo a fronte delle promesse fatte ad inizio anno dal Presidente Sergio Chiamparino, che rassicurava tutte le realtà culturali sul pagamento delle pendenze arretrate. Non possiamo accettare che si applichino due pesi e due misure nell’erogazione dei contributi, creando delle disuguaglianze di trattamento inaccettabili. Non possiamo tollerare oltre la “narrazione” della mancanza di liquidità e la necessità di tirare la “cinghia”, fatta da quella stessa classe dirigente che non ha controllato e fatto opera di prevenzione affinchè si evitassero tali situazioni.”

Tempistiche pubblicazione bandi

Lo scorso 5 luglio, la Giunta Regionale ha finalmente pubblicato i bandi pubblici relativi alle istanze di contributo per l’anno 2016 sulla legge regionale 58/1978 “Promozione della tutela e dello sviluppo delle attività e dei beni culturali”, per le seguenti linee di intervento: attività espositive, attività teatrali, attività musicali , attività di danza, attività cinematografiche, rievocazioni storiche, iniziative speciali di rilievo regionale (convegni, seminari, studi e ricerche), promozione e valorizzazione del patrimonio culturale linguistico regionale.

La scadenza dei bandi, fissata il 9 settembre, lascia intuire a quali difficoltà possano incorrere coloro che decidano di compilare la richiesta barcamenandosi tra le proprie attività culturali in programma per la stagione estiva, il reperimento della documentazione utile e la chiusura di non pochi uffici ad agosto. I fortunati a farsi trovare pronti potrebbero essere  pochi.

Francesca Frediani

 

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