venerdì, Marzo 5, 2021

M5S blocca la “cassa della casta”

In Consiglio Regionale il M5S ha bloccato l’ennesima furbata targata PD-Forza Italia, la cassa della casta.

Contestualmente alle pseudo-riduzioni degli stipendi regionali, volevano infatti istituire la “cassa previdenziale della Casta” che prevedeva di istituire un sistema simile al pubblico per i contributi (pari al 9,2% cioè 450 a carico del consigliere e 23,8% cioè 1190 per il consiglio). Un nuovo “win for life”, un minivitalizio contributivo: 450 € di versamenti al mese per 5 anni avrebbero dato diritto ad una pensione di 450 €.. Ci siamo opposti dichiarando di far saltare il banco della legge che serviva a pseudo-ridurre gli stipendi dei consiglieri e quindi la norma è stata rinviata a data da decidersi.

A proposito degli stipendi: abbiamo ottenuto una riduzione delle indennità e dei rimborsi dei consiglieri regionali, ma alla fine un consigliere non percepisce differenze. Com’è possibile?

Nell’ultima parte della legislatura Cota, dopo le nostre innumerevoli vittorie per ridurre gli stipendi dei consiglieri (eliminazione gettoni di presenza, rimborsi “missioni” autodichiarate, riduzione indennità da 10.000 € a 6600 € lordi), un consigliere semplice prendeva circa 6800 € netti. A seguito dell’abolizione dei vitalizi per i neo-consiglieri eletti, appena insediata la legislatura di Chiamparino, un consigliere regionale prendeva sino a 1600 € netti in più.

calcolo del netto base
gennaio 2014 (Cota): 6600 -30% trattenute -34% tasse= 2376+4500 rimborsi= 6876 € netti
giugno 2014 (Chiamparino): 6600-34% tasse-5% trattenute= 4026+4500 rimborsi= 8726 € netti

Sommerso dagli improperi anche dei suoi elettori, il Pd ha prima bocciato le nostre proposte (la pdl 54 che eliminava l’indennità di carica dei consiglieri, lasciando solo i rimborsi spese e cioè 4500 € netti a inizio legislatura più le indennità di funzione e quella che eliminava retroattivamente il vitalizio, la pdl. n. 55) e poi ha ridotto del 10% indennità e rimborsi, misura evidentemente non sufficiente.

netto base 2015: 5940 -34% tasse-5% trattenute= 3623+4050 rimborsi=7673 € netti

Infine, ha presentato la legge n. 162 , in cui proponeva di ridurre l’indennità lorda da 5940 € a 5600 €, in più una riduzione dei rimborsi spese da 4050 € a 3000 €.
Il Movimento 5 Stelle aveva chiesto la riduzione delle indennità a 4000 € lordi e i rimborsi a 2000 €: bocciati. Quindi ha presentato un emendamento per ridure le indennità almeno a 5000 € lordi contro i 5600 del PD e questo emendamento è passato. Mentre i rimborsi sono saliti a 3500 €!! In più il PD ha deciso di sopprimere la trattenuta del 5% per l’indennità di fine mandato.

Anche in questo caso il risultato è minimo, perché il netto base del consigliere si è ridotta di ben 76 € rispetto a quanto percepivano i consiglieri del vituperato mandato Cota!

indennità netta 2016: 5000€-34% tasse=3300+3500 € rimborsi= 6800 €

Insomma: ancora una volta il PD è il più bravo a vendersi bene e a raccontare favolette, ma ancora una volta la verità è un’altra: tagli sui costi della politica il minimo indispensabile.
Sulle pensioni siamo d’accordo ad equiparare il consigliere regionale a qualunque altro lavoratore, in modo che possa versare contributi alla propria cassa previdenziale di provenienza se libero professionista o aprirsi una posizione previdenziale all’Inps, ma non vogliamo un nuovo sistema pensionistico privilegiato che dia una pensione dopo soli 5 anni di contributi.

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