• martedì , 2 Giugno 2020

Dis-sestamento di Bilancio 2015


di Davide Bono
Come al solito, la Regione Piemonte, in crisi nera, sfora tutti i tempi per l’approvazione dei propri bilanci.


Anche nel 2015 l’Assestamento di bilancio che dovrebbe chiudersi entro luglio arriva a dicembre e si chiude sotto le feste ed il bilancio di previsione del 2016 che dovrebbe chiudersi entro dicembre slitta nel 2016 con modalità di esercizio provvisorio.
Certo la Regione ha lavorato a lungo col Governo per ottenere:
a) la copertura del disavanzo finanziario 2014 in 10 anni anziché 3 (1,264 miliardi così spalmati diventano solo “126” milioni l’anno sino al 2025 e non più 421 milioni, salvandoci dal fallimento)
b) la modalità di corretta contabilizzazione del maxi-prestito/mutuo di 5 miliardi di euro del DL35 (decreto sblocca crediti) dopo la sonora bocciatura della Corte Costituzionale proprio del bilancio piemontese del 2013
c) la fine della ricognizione straordinaria dei residui che ha portato all’emersione di altri 2,2 miliardi di euro di debiti, anche questi spalmabili in 30 anni, previa approvazione di una Delibera di rientro del debito ed un impegno a non contrarre ulteriore debito (visto che sinora i politici regionali si erano impegnati all’opposto!).
Tutto ciò insieme al rinvio del pagamento di alcune rate di mutui con Cassa Depositi e Prestiti (la ottenete facilmente anche voi, vero?) ha permesso di chiudere il bilancio regionale (vedremo tra poche settimane se non ci sarà nuovo disavanzo), rinviando 20 milioni di politiche sociali e 11 di politiche culturali al 2016 e tagliando retroattivamente il sostegno allo studio (buoni scuola e assegni di studio).
In mezzo ci sono anche aumento consistente delle tasse: +286 milioni di addizionale irpef (206 milioni Cota, 80 milioni Chiamparino), +23 milioni bollo auto (Chiamparino, di cui 3 sulle auto ecologiche).
Molti tagli di servizi pubblici, tra cui soprattutto i trasporti (12 linee ferroviarie chiuse e riduzione di corse) e la sanità (basta vedere le liste di attesa peggiorate dalla chiusura di 2200 posti letto ospedalieri pubblici, in piccola parte ora ridistribuiti alle cliniche private sul territorio per le dimissioni rapide dei pazienti anziani, cronici e fragili).
Di risparmi veri e propri pochi milioni: un milione dalla razionalizzazione delle ATC, un po’ di milioni dai pensionamenti dei dipendenti pubblici (regione e Asl) non rimpiazzati (perdita posti di lavoro), tagli consistenti al Consiglio Regionale (soprattutto al funzionamento più che agli stipendi). Siamo ancora in attesa del trasferimento della Regione Piemonte (non il Consiglio sic!) nel maxi grattacielo della Regione che dovrebbe permetterci (prima o poi) dei risparmi rispetto agli affitti e di realizzare, una tantum, qualche milione dalla vendita delle sedi, in primis quella di Piazza Castello.
Insomma sembra un sistema irriformabile, in quanto le risorse sono poche (e Renzi continua i tagli) e vengono gestite male.
Insomma la sfida del futuro, del m5s, sarà quella non già di aumentare le risorse, ma di usarle in maniera efficiente ed efficace affinché producano il migliore dei risultati in servizi per il cittadino.

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