Una sentenza storica, dovrebbe essere studiata nei libri di scuola e nei manuali di scienze politiche, anche perché ad oggi è l’unica sul tema. Oggi ad Almese (TO) il Tribunale permanente dei popoli, leggendo la sentenza sul TAV, ed altre grandi opere, ha portato alla luce le sistematiche violazioni dei diritti subite dai Valsusini oltre che le violazioni della legge ed i soprusi dello Stato e degli esecutori. L’esito è frutto di un lavoro attento e certosino fatto di analisi di carte e documenti, raccolta di testimonianze ed anche un sopralluogo nelle terre martoriate della Clarea. Magistrati e giuristi italiani ed internazionali sono giunti infine alla più logica e naturale delle conclusioni: questa popolazione ha subìto tanti, troppi torti.
Un paese che si dichiara democratico non deve imporre con la forza una decisione non condivisa dalla popolazione, arrivando a calpestate la carta dei diritti umani e la Costituzione. L’assenza di TELT, i cui rappresentanti sono stati comunque invitati ad esporre il proprio contributo, è significativa di come anche i sostenitori del TAV abbiano ormai preso coscienza dell’inconsistenza delle loro tesi. Sia dal punto di vista tecnico, e adesso anche da quello democratico.
Questa sentenza è senza dubbio un importante riconoscimento nei confronti di quanti si sono sempre opposti alla devastazione della propria terra. Resta l’amaro in bocca per un pronunciamento che avremmo preferito sentire anche in un altro tribunale, uno di quelli che ha nelle proprie aule la scritta “la legge è uguale per tutti”. Invece si continuano a processare le idee e le legittime manifestazioni di dissenso.
Porteremo nelle istituzioni le istanze e le raccomandazioni che oggi arrivano da questa sentenza. Così coloro che continueranno con questo scempio lo faranno pienamente coscienti di calpestare la dignità di un popolo ed i suoi diritti.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Marco Scibona, Senatore M5S

