• martedì , 2 Giugno 2020

Psichiatria: a rischio 700 operatori e 1000 pazienti

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Con una nuova Delibera della Giunta Regionale, il Piemonte ha posto sotto attacco anche i servizi residenziali di psichiatria, in particolare i cosiddetti “Gruppi Appartamento”, che sono definiti dalla DCR 57 del 1997 come “soluzioni abitative…di residenzialità assistita… rivolte a pazienti giunti in una fase avanzata del loro reinserimento sociale…in nuclei abitativi…fino ad un massimo di 5 utenti… 2 nuclei abitativi


Ad oggi “…I livelli di assitenza e protezione presso i Gruppi Appartamento variano in funzione della tipologia degli ospiti e del progetto terapeutico-riabilitativo anche individuale. I pazienti dei G.A. contribuiscono economicamente alla gestione degli stessi. Sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale unicamente i costi della funzione sanitaria”.

il “Piano nazionale di azioni per la salute mentale” (PANSM)
veniva approvato con Accordo della Conferenza Unificata del 24.01.2013, mentre il 17 ottobre 2013 viene approvato in conferenza stato regioni il documento “Le strutture residenziali psichiatriche” nel quale gruppi appartamento e comunità alloggio vengono classificate unicamente come srp3 (struttura residenziale psichiatrica per interventi socio-riabilitativi, cioè non sanitaria). Vuol dire che del costo della retta giornaliera solo il 40% è a carico della sanità ed il 60% a carico del paziente o del Comune se il beneficiario ha un reddito ISEE basso (e se il Comune ha adeguate risorse erogate dalla Regione alla voce “politiche sociali”).
La Regione Piemonte ha recepito i due Accordi, rimandando a successive delibere di Giunta per l’attuazione del modello. E qui sta il vulnus: la precedente Giunta Regionale, quella di Cota, ha deciso che per modificare la Delibera Consiliare pregressa si possa fare una Delibera di Giunta che non passa dal consiglio. Così Chiamparino e Saitta hanno preso la palla al volo con la DGR 30 del 3 giugno 2015.
Il M5S aveva fatto approvare un Ordine del Giorno il 12 maggio 2015 in cui si chiedeva che, prima di approvare la delibera che non sarebbe passata dal Consiglio, venissero coinvolti gli operatori del settore, gli erogatori di servizi e le Associazioni di familiari e pazienti. Invece la Giunta ha prima approvato la delibera e poi, dopo mesi di proteste, aperto al dialogo con l’ennesimo “Tavolo di lavoro”.
I Gruppi Appartamento oggi esistenti in Piemonte sono 355, con 1.365 posti letto e 440.184 giornate erogate. Nella DGR 30 si dice che tutti i GA devono diventare S.R.P.3 con una consistente riduzione anche delle rette giornaliere. Significa che sono a rischio almeno 700 posti di lavoro tra psicologi, educatori (a cui nel nuovo accordo è richiesto il diploma di laurea) e psichiatri. Mentre si assumono Oss per la mera assistenza.
I pazienti con più di 36 mesi di interventi terapeutici-riabilitativi senza miglioramenti effettivi verranno considerati pazienti cronici e affidati ad un setting meramente socio-assistenziale. Come a dire che chi ha una malattia cardiaca, pneumologica o neurologica cronica-degenerativa da cui non può guarire, non ha più diritto alla cure sanitarie!
E’ inaccettabile continuare a seminare il panico nella sanità piemontese. Ci giungono voci di pazienti psichiatrici in preda allo sconforto e attacchi di panico che hanno fatto la colletta per depositare un ricorso al TAR contro l’ennesima odiosa delibera di questa giunta sfascia-sanità.
Noi faremo fiato sul collo sull’Assessorato affinché il Tavolo di Lavoro venga convocato ed arrivi ad un risultato effettivo, scritto nero su bianco, prima dell’udienza di merito al TAR (29 ottobre).

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