L’allarme lanciato dal sindacato Siap sul rischio di esposizione all’amianto dei poliziotti impegnati nei cantieri del Terzo Valico dovrebbe indurre qualche riflessione anche sul lato TAV Torino-Lyon.
L’opacità denunciata dal Presidente Chiamparino in merito alle procedure legate all’erogazione delle compensazioni è infatti riscontrabile, ed ancor più grave a nostro avviso, anche quando si parla dei monitoraggi sull’ambiente e di tutela della salute. Le nostre preoccupazioni sono rivolte soprattutto all’impatto sulla salute dei cittadini, ma anche delle persone che lavorano nel cantiere. Per questo motivo stiamo analizzando, con l’aiuto di numerosi tecnici No TAV impegnati da tempo su questa tematica, documenti e procedure relativi ai controlli sull’ambiente esterno (affidati ad Arpa) e sull’ambiente interno (competenza Spresal) all’area recintata.
In particolare, stiamo approfondendo le procedure di monitoraggio attraverso successivi accessi agli atti rivolti agli enti preposti ai controlli ed abbiamo trovato diverse zone d’ombra, sulle quali stiamo ancora cercando di fare luce.
Per la seconda volta, dopo quella che fece emergere l’esistenza di un’indagine del procuratore Guariniello sul cantiere, ci siamo imbattuti in un diniego a fornire i “rilievi ambientali effettuati nel cantiere”, in quanto “acquisiti nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria” e pertanto “coperti dal segreto istruttorio”.
Riteniamo sia arrivato il momento di chiarire quali siano gli aspetti su cui la Procura sta indagando: è in gioco la salute dei cittadini e dei lavoratori! Il cantiere di Chiomonte è quello che vediamo ritratto, tirato a lucido, nelle cartoline ricordo delle visite dei politici di turno? O è forse quello rappresentato negli scatti “rubati” e messi in rete, dove sono ben visibili nubi di polveri che si disperdono nell’aria e (capita anche questo!) una gru goffamente ribaltata?
Francesca Frediani – Consigliere regionale M5S Piemonte

