In Commissione sanità l’Assessore Saitta, per la terza settimana di seguito, ha menato il can per l’aia sulla vicenda Humanitas – Gradenigo di Torino. A questo punto la Giunta andrà avanti portando la legge direttamente in Consiglio regionale, contingentando i tempi e quindi sopprimendo l’agibilità democratica.
Abbiamo chiesto a Saitta quali specialità saranno presenti nel nuovo assetto del presidio. A sorpresa, mentre si tagliano le discipline per le strutture pubbliche, abbiamo scoperto che nel Gradenigo saranno mantenute tutte le specializzazioni violando, di fatto, il regolamento ospedaliero nazionale. Evento unico in tutto il Piemonte, dove gli ospedali declassati hanno subìto il taglio di reparti come previsto a livello nazionale.
Inoltre non abbiamo ricevuto risposte sul controllo della mobilità passiva dal Piemonte verso Humanitas in Lombardia. A nostro avviso è evidente la possibilità che la gestione privata del Gradenigo possa determinare un intenso scambio di pazienti con la “casa madre” a Milano. Il tutto a spese dei contribuenti piemontesi.
Non ci è stata portata la bozza di Convenzione senza motivazioni credibili. Le richieste di più indirizzi e controlli per la proprietà fatta dalla Commissione si sono risolte in un emendamento della Giunta che non risolve nulla. Giusto tutelare lo status pubblico del personale ma nulla si dice per la gestione e organizzazione del presidio da parte di un privato profit.
Oggi in Commissione sono stati auditi anche i rappresentanti della ADONP (Associazione Dirigenti Ospedalieri No Profit). Hanno ribadito che la legge regionale non può derogare la legge nazionale laddove si prevede l’impossibilità a classificare come presidio ospedaliero una struttura di proprietà profit. Sarebbe il primo caso in Italia e presenteranno ricorso alla giustizia amministrativa.
Gruppo regionale M5S Piemonte

