sabato, Settembre 12, 2026

Tangenti tunnel corso Grosseto, M5S ottiene stop lavori


Le indagini per turbativa d’asta sull’appalto del tunnel ferroviario sotto corso Grosseto a Torino aumentano i nostri dubbi e le perplessità sull’utilità dell’opera. In questi anni ci siamo sempre chiesti i motivi dell’appoggio incondizionato di PD ed ex PDL su un progetto inutile e troppo costoso (180 milioni poi vinto al ribasso a 150) rispetto alle alternative low cost proposte dal m5s, senza avviare una seria discussione sul trasporto pubblico dell’area metropolitana torinese.


Le prime indiscrezioni che arrivano dalla Procura della Repubblica di Torino confermano le nostre preoccupazioni: si ipotizza un sistema di tangenti tra il raggruppamento di imprese aggiudicatarie dell’appalto, formato da Itinera (gruppo Gavio) e Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna e alcuni referenti politici. Il tutto con un meccanismo oramai rodato (vedi indagini Expo, Mose, Tav) centrato su uno stretto legame tra dirigenti delle società coinvolte e partiti (PD ed ex PDL), tramite faccendieri.
I giornali hanno dato ampio risalto alla possibile tangente concordata tra l’ex assessore ai lavori pubblici Bonino, suo marito Bigotti e le società aggiudicatrici, CCC e ITINERA, tralasciando però i forti legami con il PD.
Nell’inchiesta infatti sono coinvolti anche:
– Omer Degli Esposti, Vice Presidente della CCC, già noto alle cronache giudiziarie per l’affare area ex-Falck a Sesto San Giovanni;
– Salvatore Rapisarda, dirigente della CCC ed ex consigliere provinciale di Torino del PD, già intercettato negli scandali della tangenziale di Tortona e della variante di Venaria;
– Emiliano Cacioppo, dirigente della CMB e membro della segreteria provinciale del PD a Varese;
Inoltre, è bene ricordare i legami forti tra le società del gruppo Gavio tra cui figura Itinera e il Pd Piemontese:
– Giancarlo Quagliotti, vero leader occulto del PD, “eminenza grigiastra” di Fassino, il compagno Q, infilato in quasi tutti gli scandali piemontesi degli ultimi 20 anni, dallo scandalo Zampini a Mani Pulite (arrestato per le tangenti Fiat al Pci), dalle indagini Satap a quelle di Penati sulla Milano-Gravellona, dal Terzo Valico al recente arresto per Expo, è Presidente della Musinet Engineering, società di ingegneria controllata del gruppo Sitaf SpA (autostrade del Frejus) e Fata SpA (controllata al 100% da Finmeccanica); il principale socio privato di Sitaf è con il 36% la potentissima famiglia tortonese Gavio tramite il gruppo Sias SpA;
– Gioacchino Cuntròtesoriere del Pd torinese, consigliere di amministrazione della Musinet Engineering;
– Salvatore Gallo, Presidente di Sitalfa, controllata Sitaf, ex ras socialista. Il figlio Stefano è assessore allo Sport al Comune di Torino, l’altro figlio Raffaele è consigliere regionale del Piemonte.
Il PD Piemontese, nonostante abbia espresso dubbi sulla regolarità dell’appalto, vorrebbe addirittura realizzarne un altro continuando a ritenere prioritario l’inutile tunnel. Nel caso in cui si replicasse l’appalto assisteremmo ad un film già visto e rivisto, come già avvenuto con tutte la grandi opere realizzate nel nostro paese. L’equazione grandi opere uguale grandi tangenti si è verificata fin troppe volte, fino a diventare quasi una “regola”.

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