Dai titoli dei principali quotidiani arrivano i soliti annunci tranquillizzanti secondo i quali l’inceneritore del Gerbido non sarebbe pericoloso, e non avrebbe peggiorato la qualità dell’aria e di conseguenza delle condizioni di salute dei cittadini.
A dire l’ultima parola sul fatto che non sussistano reati ambientali potrà essere eventualmente solo la conclusione dell’inchiesta che, per quanto riguarda i gravi sforamenti successivi al blackout del 2013, sta proseguendo. Non siamo così ingenui da essere ingannati dall’archiviazione di una parte dell’inchiesta, soprattutto adesso che è in revisione l’autorizzazione integrata ambientale per portare a saturazione termica l’impianto con 490 mila tonnellate rifiuti inceneriti all’anno. I dati del rapporto dell’ARPA parlano chiaro. Dire che i dati di inquinamento della qualità dell’aria non sono poi così diversi dai dati rilevati nel resto della città, equivale a dire che la qualità dell’aria in tutta Torino è pessima. Peraltro confermato drammaticamente dall’Unione Europea attraverso i vari richiami dovuti al superamento del limite di giorni all’anno consentiti per lo sforamento dei limiti soglia e dall’OMS/OCSE (Organizzazione Mondiale della Sanità) che nel suo recentissimo rapporto rimarca l’Italia spende 97 miliardi di dollari l’anno per i decessi causati dall’inquinamento atmosferico, pari al 4,7% del Pil.
Si omette inoltre di segnalare che TRM S.p.a non sta pagando il Piano di sorveglianza sanitaria. Il Piano è una delle prescrizioni obbligatorie contenute negli atti che autorizzano l’impianto. Ad anticipare il pagamento sarà invece il Comune di Torino, ben 929.775,00 Euro dei suoi fondi di compensazione. Soldi che verranno tolti ad interventi di sistemazione ambientale nella città. Il Piano di sorveglianza sanitaria è fondamentale per monitorare la salute della Popolazione nei pressi dell’inceneritore di Torino ed è la base per pianificare interventi e prendere provvedimenti futuri.
E’ da maggio dell’anno scorso che TRM dichiara di non avere abbastanza soldi per pagare le rate del Piano sanitario. Il Gruppo M5S per questo ha subito chiesto alla Regione costi e responsabilità in caso di inadempimento. Il costo complessivo per la realizzazione del Piano è di 2.251.154,00 Euro più eventuali integrazioni richieste. Una cifra irrisoria se pensiamo agli utili delle società che posseggono l’80% di TRM, ovvero IREN e F2i. La responsabilità è di TRM che deve pagare. Invece ciò non accade, e lo si legge chiaramente nell’ultimo Accordo di programma sottoscritto dalle pubbliche amministrazioni e TRM per la realizzazione del terzo stralcio degli interventi di compensazione ambientale. Più che annunci trionfalistici aspettiamo quindi i dati del monitoraggio sanitario ed il pagamento dovuto di TRM.
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

