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Lunedì 23 Febbraio il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Piemonte ha organizzato presso il Centro Incontri della Regione Piemonte un convegno sul futuro delle infrastrutture trasportistiche della città di Torino, in particolare della linea 2 della metropolitana torinese, ancora in fase di progettazione con una prima ipotesi di tracciato.
Organizzato dal vicepresidente della Commissione Trasporti in Consiglio Regionale Federico Valetti, e dalVicecapogruppo Consiliare del M5S Piemonte Davide Bono, per ottenere un po’ di dibattito su un tema che Comune e Regione stanno gestendo in maniera per nulla partecipata. Tra i relatori l’ Assessore Regionale ai Trasporti Francesco Balocco, i tecnici ferroviari Stefano Sibilla e Angelo Marinoni.
Non ha potuto partecipare l’Assessore Comunale ai Trasporti di Torino Claudio Lubatti. Al suo posto sono intervenuti Roberto Bertasio, direttore dell’Assessorato Comunale ai Trasporti e Vanni Cappellato direttore tecnico di InfraTo, società comunale che si occupa degli impianti ferroviari.
Abbiamo illustrato le ipotesi di tracciato elaborate dal M5S nei mesi scorsi basate sulla revisione delle opzioni 2006/2010 dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana, al posto dell’ipotesi comunale che “va dal nulla di Rebaudengo FS al nulla del cimitero per poi proseguire verso il centro e poi verso corso orbassano”.
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La nostra ipotesi di metropolitana ordinaria suburbana coinvolge anche le cinture torinesi, integrando la linea ferroviaria Torino-Ceres (oggi linea SFM-A) che attualmente termina presso la stazione Dora GTT, linea che la Regione Piemonte vorrebbe inserire nel Passante Ferroviario tramite un nuovo tunnel sotto corso Grosseto dal costo mostruoso di 180 milioni di euro.
È stato evidenziato in più occasioni sia da parte nostra che di associazioni e comitati che l’interramento sotto corso Grosseto porterebbe ad un percorso parallelo che causerebbe la perdita della linea ferroviaria sotto via Stradella (tunnel appena finito nel 1990) e l’isolamento dei quartieri limitrofi.
Fermo restando l’ipotesi di non fare il tunnel sotto corso Grosseto, abbiamo quindi ipotizzato due percorsi alternativi per la metro 2 che avrebbero il pregio di:
a) collegare l’aeroporto di Caselle e la Reggia di Venaria al centro
b) riutilizzare i 180 milioni previsti per l’inutile tunnel di corso grosseto per iniziare subito i lavori per raggiungere il centro
1) si avvicina all’area dell’ex scalo Vanchiglia-cimitero di Regio Parco (dove il Comune di Torino vorrebbe attuare l’ennesima “riqualificazione urbana”) passando lungo Corso Novara, Corso Regio Parco, Giardini Reali, Piazza Castello, Porta Nuova;
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2) ottimale dal punto di vista tecnico, che prosegua dritto da Dora GTT, recuperando il trincerino di via Saint-Bon, proseguendo su corso XI Febbraio, Piazza Castello e Porta Nuova.
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In entrambi i casi la linea Torino-Ceres diventerebbe una metropolitana. A Ceres si garantirebbe la stessa frequenza di oggi mentre a Venaria e all’aeroporto di Caselle ci sarebbero collegamenti più frequenti (più di quanto si otterrà se il Pd continuerà nell’ipotesi di collegare Caselle col treno).
Riteniamo sia fondamentale portare il servizio metropolitano anche nell’area Nord-Est di Torino, che attualmente soffre di congestione del traffico, creando una diramazione della metro che si diriga verso San Mauro Torinese, com’era nei piani originali di AMM. (nb abbiamo fatto approvare un ordine del giorno in tal senso)
L’Ing. Sibilla ha illustrato le differenza tra Metropolitane, Ferrovie e Tranvie nonché i parametri su cui basare la scelta dell’infrastruttura più scientificamente più idonea per una città. L’ingegnere oltre ad aver sottolineato alcuni sbagli sistematici avvenuti con la realizzazione del passante ferroviario sotto la Dora, ha proposto tipologie alternative di servizio effettuabili recuperando la linea Torino-Ceres attraverso la riconversione in tranvia del tratto urbanizzato che verrebbe collegato sia a Porta Susa, tramite uscita superficiale lungo corso Principe Oddone, che a Porta Nuova, lungo la trincea abbandonata di via Saint-Bon e corso Giulio Cesare. I vantaggi di questa soluzione sarebbero il recupero dell’esistente e la possibilità di creare dei servizi cargo-tram per il mercato.
Angelo Marinoni, tecnico di AFP (Associazione Ferrovie Piemontesi) ha riportato un’analisi sulle caratteristiche che rendono ottimale un mezzo di trasporto in base alla distanza tra le fermate, inoltre ha specificato i vantaggi che ha una città utilizzando tipologie e mezzi uniformi.
Questo ci suggerisce che puntare su una seconda linea VAL (la tecnologia di metro automatica con le ruote usata per la linea 1) ottimizzerebbe i costi legati all’esercizio e alla manutenzione della metropolitana. Tuttavia crediamo che la scelta più opportuna per un rapporto costi/benefici sia l’utilizzo di una metropolitana ferroviaria per poter recuperare il tunnel e i binari della linea per Ceres.
L’Assessore Balocco durante il suo intervento ha spiegato le motivazioni per cui secondo la Regione non sarebbe più sindacabile il contratto per i lavori dell’interconnessione di corso Grosseto. Affidamento di contratto non ancora siglato perchè in attesa della risoluzione di un contenzioso amministrativo (arrivato ieri).
Dal punto di vista dell’Assessore la seconda linea di metro a Torino non è fondamentale, in una città non troppo grande. Tuttavia se il Comune di Torino vuole impegnarsi ugualmente nella realizzazione dell’opera, la Regione difficilmente potrà mettere a disposizione dei fondi sul progetto.
Bertasio, direttore dell’Assessorato Comunale ai Trasporti e Cappellato, direttore tecnico di InfraTo, hanno spiegato le motivazioni per cui la loro scelta è ricaduta sull’itinerario del trincerone di via Sempione e cioè per via dei costi inferiori rispetto alla realizzazione di un nuovo tunnel, con il plus di risanare un’area degradata rilanciando “investimenti edilizi” e potersi così coprire con gli oneri di urbanizzazione parte dei costi per proseguire i lavori verso il centro (ndr posto che ci sia oggi chi vuole costruire ancora a Torino).
Terminati gli interventi da parte dei relatori, la parola è passata al pubblico.
Molte le domande di cittadini, tecnici, associazioni ambientaliste e comitati di quartiere.
Tra le domande più notevoli: “come son stati stabiliti i percorsi”, “perché creare una metropolitana per un’area che forse verrà abitata (zona Cimitero di Corso Regio Parco) invece che servire aree attualmente svantaggiate e densamente popolate”,”perché non nuovamente un VAL”.
Alcuni hanno presentato altri percorsi o infrastrutture come ad esempio, una linea VAL dalla stazione Porta Nuova a Borgaro mentre la linea ferroviaria sarebbe fatta proseguire lungo le “”Basse di Stura””, per collegarsi alla stazione Torino Stura in direzione Milano e poter realizzare i collegamenti veloci Caselle-Malpensa, ipotizzati fantasiosamente dal duo Chiampa-Fassino.
Da parte dei comitati sono invece sorte le preoccupazioni relative a cosa potrà succedere nelle aree in cui i servizi verranno spostati, come ad esempio Piazza Baldissera, che già con l’interramento del passante ha subito diversi disagi con ricadute sulle attività commerciali circostanti; la deviazione della Torino-Ceres su Corso Grosseto, dismettendo l’attuale stazione Dora, non potrà che peggiorare ulteriormente le condizioni di un quartiere che una volta era tra i più vivaci della zona.
Qui il video integrale del convegno.

