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Il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha presentato un ricorso al TAR contro la Delibera di Giunta Regionale 1-600 del 19 novembre 2014, già ribattezzata “Sfascia ospedali”. Una strada obbligata visto l’atteggiamento di chiusura al dialogo nei confronti delle opposizioni, dei territori e delle amministrazioni locali dimostrato da questa Giunta.
Il ricorso si basa su una serie di norme, nazionali e regionali, a tutela della democrazia. Stiamo parlando dell’articolo 121 della Costituzione e degli articoli 26-28-56 dello Statuto della Regione Piemonte che attribuiscono al Consiglio regionale la funzione legislativa e quella programmatoria, come quella di ambito sanitario. Tali atti, come la DGR 1-600, devono quindi essere approvati da coloro che sono stati scelti dai cittadini Piemontesi e non solo da un organo esecutivo come la Giunta.
“Tale deliberazione – si legge infatti nel ricorso – approva esplicitamente ‘il programma di adeguamento della rete ospedaliera regionale piemontese e le linee d’indirizzo per lo sviluppo della rete territoriale’, dando seguito alla ‘rivalutazione dei fabbisogni assistenziali regionali e alla conseguente rideterminazione delle strutture organizzative e dei relativi posti letto definendo un nuovo programma di revisione della rete ospedaliera regionale…”.
L’appello ai giudici amministrativi ha anche un’importante valenza politica dal momento in cui Chiamparino ha iniziato a minacciare sindaci ed amministratori locali per scoraggiarli dal rivolgersi al Tar. Una strategia antidemocratica che ha portato alcune conseguenze, visto il rapido dietrofront degli amministratori del vercellese e dell’astigiano. Con la nostra istanza intendiamo tutelare tutti i cittadini piemontesi, compresi quelli di questi territori governati da sindaci evidentemente fin troppo pavidi.
Valuteremo nel merito e nel metodo anche la nuova delibera di integrazione alla Dgr 1-600.

