sabato, Settembre 12, 2026

Chiamparino, i rinviati a giudizio e l’incoe-Renzite

Correva il 2 febbraio 2014 quando Chiamparino disse: “non voglio indagati nella mia lista per quei reati lì”, si riferiva agli indagati per Rimborsopoli.
Successivamente “in lista con me non ci saranno rinviati a giudizio”, perché eletti del Pd indagati, stralciati ma ancora non archivati ci sono.
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Gariglio, segretario regionale del Pd, tuonava prima delle elezioni: “con me nessun rinviato a giudizio sarà candidato”.
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Adesso, dopo l’opposizione all’archiviazione di alcuni cittadini piemontesi, ci troviamo con due Assessori, il Vicepresidente nonché Assessore al Bilancio, Reschigna, l’Assessore alle Pari Opportunità e Università, Cerutti, il capogruppo Gariglio, con imputazione coatta del Gip che, di fatto, è una richiesta di rinvio a giudizio ineludibile da parte del Pm.
Che ci aspettiamo da Chiamparino? Coerenza con i propri annunci elettorali.
Giammai. Difesa a spada tratta delle capacità amministrative degli imputati (mai messa in dubbio ovviamente dal Gip) e conferma piena delle loro deleghe.
Ora, posto che speriamo sempre (o quasi!) nella buona fede e siamo garantisti almeno fino al giudizio di primo grado, questo doppiogiochismo del Pd è intollerabile.
Stanno di già dimostrando di essere degni eredi di Cota non solo per i tagli agli ospedali e l’aumento delle tasse. Ma anche su un tema particolarmente importante come la questione morale.
La presunta “superiorità morale” non può essere una bandiera sventolata con orgoglio quando fa comodo per poi riavvolgerla frettolosamente quando si assumono responsabilità di Governo.
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Siamo pronti a chiedere conto in aula al presidente Chiamparino.

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