martedì, Luglio 21, 2026

Rinunciare al vitalizio per davvero

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Pochi giorni fa abbiamo ri-affrontato per l’ennesima volta in Consiglio lo scandalo dei vitalizi, le baby pensioni dei consiglieri ed Assessori regionali.

Come certo ricorderete, dopo anni di insistenza siamo riusciti a far cancellare il vitalizio, purtroppo solo da questa legislatura.

Come effetto collaterale, come detto qui, gli stipendi dei consiglieri regionali che non hanno più da versare i contributi del 25% sull’indennità di carica (25% di 6600€) sono aumentati di 1650 €/mese; in più moltissimi consiglieri regionali della IX legislatura non rieletti in questa X legislatura hanno optato per richiedere indietro tutti i contributi versati.

Per poter percepire il vitalizio è necessario infatti aver compiuto 65 anni d’età con almeno 30 mesi di carica, e versato comunque almeno 60 mesi di contributi. Il vitalizio va da un minimo del 30% dell’indennità dopo 5 anni di mandato ad un massimo di 80% dopo 20 anni di mandato (quindi da 2500 a 7000 €/mese). Facendo un breve calcolo sull’aspettativa di vita media in un individuo ed attualizzato all’economia attuale, il vitalizio costa circa 650.000€ per ogni legislatura svolta per ogni consigliere, mentre si versano solo 100.000 €. Un costo per le casse della Regione di oltre 8 milioni di € l’anno.

Oltre a questo privilegio, oramai “decaduto”, è ancora presente l’indennità di fine mandato che consiste in una specie di Tfr, “nella misura dell’ultima mensilità lorda dell’indennità di carica, percepita dal Consigliere cessato dal mandato, moltiplicata per ogni anno di effettivo esercizio del mandato” (circa 33.000€ a legislatura a consigliere per la passata legislatura).

Come dissi qualche tempo fa qui, non c’è bisogno di una legge per abolire i vitalizi. Basta il buon senso.
Se prima erano solo parole, ora i fatti, o meglio, gli atti dimostrano che questo è possibile.

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Il documento attesta che l’Ufficio di Presidenza nella seduta del 12 febbraio 2014 ha preso atto della dichiarazione di rinuncia ed ha ordinato agli uffici del Consiglio Regionale di non procedere all’erogazione delle somme spettantemi, riferite alla restituzione dei contributi versati per l’indennità di fine mandato (circa 20.000 euro) ed alla restituzione dei contributi versati (pari a circa 80.000 euro) per l’assegno vitalizio.

Questo per quanto riguarda il sottoscritto. Ma gli altri come si sono comportati?

Alcuni consiglieri, pur avendo già maturato il diritto all’assegno vitalizio, hanno presentato la domanda per continuare a versare i contributi per completare anche la IX legislatura, per incrementare l’importo del vitalizioE sono: Michele Giovine (Pensionati per Cota), Maurizio Lupi (Verdi Verdi per Cota), Rocchino Muliere e Roberto Placido (Pd). 

Altri, non avendo conseguito il diritto al vitalizio, hanno integrato la somma versata “per il conseguimento del vitalizio minimo“: Angiolino Mastrullo (FI), Giovanni Negro (UDC) e Alfredo Roberto Tentoni (Progett’Azione). 

Altri, pur avendo già maturato il diritto al vitalizio, hanno presentato domanda per la “restituzione dei contributi ” della sola IX legislaturaE sono: Daniele Cantore (Progett’Azione), Rosa Anna Costa (Progett’azione) e Carla Spagnuolo (FI). 

Moltissimi i “consiglieri che, timorosi del furuto del vitalizio, hanno preferito incassare tutto e subito, presentando domanda per la restituzione di tutti i contributi versati per l’assegno vitalizio, ed eventuale reversibilità, rinunciando definitivamente all’assegno vitalizio”. Sono: Barbara Bonino (FI), Roberto Boniperti, Marco Botta, Cristiano Bussola, Valerio Cattaneo, Vincenzo Chieppa, Alberto Cirio (FI), Luigi Cursio, Roberto De Magistris, Michele Dell’Utri, Massimo Giordano (Lega), Alberto Goffi (Udc), Federico Gregorio (Lega), Mauro Antonio Donato Laus (Pd), Lorenzo Leardi, Elena Maccanti (Lega), Michele Marinello (Lega), Augusta Montaruli (FdI), Massimiliano Motta (FdI), Riccardo Nicotra, Gianfranco Novero (Lega), Luca Pedrale (FI), Tullio Ponso (Idv), Roberto Sergio Ravello (FI), Luca Robotti, Claudio Sacchetto (Lega), Paolo Tiramani (Lega), Pietro Francesco Toselli (FI), Rosanna Valle.

E voglio anticipare il solito adagio: la beneficenza si fa in privato. Qui non si tratta di beneficenza ma di restituzione alla collettività tutta, tramite la Regione. Perché anche la beneficenza, per chi resta in politica, è una forma di acquisto di consenso.

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