sabato, Settembre 12, 2026

Sanità — M5S: “Ci aspettavamo qualcosa in più, ma con il riparto 2014 si può uscire dal Piano di rientro. Chiamparino non fallisca”

Potrebbero esistere i requisiti minimi per uscire dalle grinfie del Piano di rientro in cui è stato cacciato il Piemonte dal trio Ghigo – Bresso – Cota e camminare con le proprie gambe. Con il riparto del Fondo sanitario 2014 approvato oggi dalla Conferenza Stato – Regioni, insieme alla recente pubblicazione del Patto della Salute ed in vista dell’entrata in vigore del regolamento nazionale degli Ospedali si è creato il terreno fertile per chiudere la triste parentesi del “commissariamento” ad opera del cosiddetto “Tavolo Massicci”. Intendiamoci: ci aspettavamo, come d’altronde annunciato dagli stessi Assessori Saitta e Reschigna in Commissione, qualcosa più di 8 miliardi, anche alla luce della nomina di Chiamparino come Presidente della Conferenza Stato-Regioni. Invece arrivano 7 miliardi e 993 milioni. Sono comunque 169 milioni di euro in più rispetto al 2013 che dovrebbero permettere di coprire l’aumento tendenziale di spesa registrato da Kpmg e, si spera, con l’inizio della tanto attesa razionalizzazione della spesa, tornare ad assumere e fare qualche intervento di edilizia negli ospedali esistenti.

Arrivati a questo punto, con un piano operativo minuziosamente “dettato” da Agenas, la colpa del fallimento sarebbe solo del presidente Chiamparino. Da parte nostra annunciamo fin da ora l’impegno a garantire la massima attenzione ed un minuzioso controllo su come verranno impiegati i circa 8 miliardi di euro destinati al Piemonte nell’ambito del Fondo sanitario. Allo stesso tempo pretendiamo dalla Giunta e dall’assessore competente completa trasparenza sull’utilizzo di tali risorse e sull’esecuzione dei Programmi Operativi ASR per ASR.

Davide Bono, consigliere regionale M5S Piemonte

Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte

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