sabato, Aprile 18, 2026

Inceneritore di Torino: guasti, toppe e preoccupazioni

Quella dei guasti all’inceneritore di Torino è ormai diventata una sorta di telenovela, che farebbe anche sorridere se non fosse che di mezzo ci sono i soldi e la salute dei cittadini. Come noto, nuova partenza della combustione dei rifiuti il 10 luglio, e nuovo blocco il giorno successivo. Questa volta – per lo meno – non abbiamo dovuto aspettare più di tre settimane (come accaduto in occasione dell’incidente occorso il 2 maggio) per conoscere con esattezza la natura del guasto e – soprattutto – le conseguenze sulle emissioni di inquinanti. Le risposte, manco a dirlo, le abbiamo ottenute attraverso gli organi di stampa, nonostante avessimo inviato una richiesta di comunicazioni urgenti ai soggetti interessati, Provincia di Torino e TRM in primis.

Ciò che tuttavia ci mantiene in uno stato di preoccupazione permanente, sono le “soluzioni” adottate per rimediare al guasto e l’atteggiamento teso a minimizzare l’ammessa presenza di valori fuori norma delle emissioni al camino.
Cosa è successo questa volta? Stando a quanto spiegato da TRM, un bypass, una sorta di valvola di sfogo che in caso di incendio porta i fumi direttamente al camino senza passare dai filtri (che altrimenti prenderebbero fuoco), non ha tenuto a causa di un difetto di fabbricazione. La soluzione adottata da TRM assomiglia molto a quello che in piemontese si chiama “tacun”, un taccone, una toppa. Sono infatti state utilizzate due lastre d’acciaio saldate tra di loro per tappare la valvola di sfogo (quando si parla di alta tecnologia…). In questo modo i filtri, che costano 800 mila euro l’uno, andranno sostituiti più spesso.

E le emissioni? In occasione dell’incidente del 2 maggio il sistema di monitoraggio delle emissioni al camino (SME) non aveva funzionato, ma le centraline della zona avevano comunque fatto registrare valori fuori norma. Questa volta l’Ing. Giusi Di Bartolo di TRM, come leggiamo su “La Repubblica” del 25 luglio 2013, si è premurata di dichiarare che “Non c’è stato un impatto ambientale” […] “Nessuno vuole negare che ci siano stati degli sforamenti dei limiti, ma la situazione è sotto controllo”. Nello specifico, durante le 26 ore del guasto sono stati dispersi 37,13 kg di polveri contro i 32,5 di valore massimo autorizzato. Da quanto si apprende nella relazione sul malfunzionamento diffusa da TRM, le polveri non provenivano dalle caldaie, ma dal sistema d’iniezione dei reagenti chimici, soprattutto sodio. Segnaliamo – tra l’altro – che la stessa Giusi Di Bartolo, alla riunione del Comitato Locale di Controllo del 9 maggio scorso, aveva dichiarato che in occasione dell’incidente di una settimana prima il sistema SME aveva continuato a funzionare, mentre nella relazione dell’ARPA leggiamo che in tale occasione “lo SME non ha rilevato i valori di emissione degli inquinanti al camino”.

L’impianto dovrebbe ripartire la prossima settimana, ma visti i precedenti non ci sentiamo affatto tranquilli. L’inceneritore del Gerbido ha ben tre linee, e finora è partita solo la prima. Cosa succederà quanto partiranno anche le altre due?

In questi casi poi ci si chiede: chi paga?

La “toppa” alla linea 1 causerà maggiori costi per la sostituzione dei filtri. Come si comporterà TRM? Aumenterà le tariffe di conferimento per compensare? In questi giorni – nonostante il fermo – l’Amiat come da contratto sta continuando a portare i rifiuti indifferenziati all’impianto; gli stessi, dopo un paio di giorni, vengono destinati ad altri siti, in quanto non possono essere trattati. Chi si sta facendo carico di questi costi? Bruciare i rifiuti non ha senso, e tutte le forze politiche, invece di scandalizzarsi per le frasi “forti” che abbiamo utilizzato in alcune occasioni, farebbero meglio a prenderne atto e a portare avanti le soluzioni a “Rifiuti Zero” che propone il M5S, prima che sia troppo tardi.

Il M5S parteciperà – come sempre senza bandiere – al presidio previsto per mercoledì 31 luglio a partire dalle 16 davanti alla sede della Provincia, in Via Maria Vittoria 12, organizzato dal Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino.

Davide Bono Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte

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