Anche @Repubblica Torino ricordo quello che ho già detto a @La Stampa: l’M5S non usa soldi pubblici.
Riesumare una non notizia, quella delle maschere antigas (le comprammo come progetto “Presidiare la Democrazia” addirittura nel 2011 e il fatto divenne di dominio pubblico, visto che le indossammo in una delle manifestazioni No Tav e, fotografati, fummo in seguito attaccati da alcuni Consiglieri del centro-destra: è tutto online), una non-comunicazione di un Consigliere (le pubblicazioni dell’estratto conto risalgono ad un mese fa), per fare una FALSA NOTIZIA da prima pagina il giorno prima del voto è performance degna dell’Oscar del “pennivendolismo”.
Analizzate l’immagine. Si capiscono due cose: i “grillini” litigano in Regione e si viene a sapere che hanno usati soldi pubblici per comprare delle maschere antigas!! Sono tutti uguali!!
Falso.
Innanzitutto, è impossibile un litigio tra “grillini”, visto che Biolè ha deciso di andare nel gruppo misto pur di mantenere il suo strapuntino di visibilità e relativo stipendio, a seguito della richiesta di dimissioni da parte di tutto il MoVimento nazionale. Quindi non può essere più appellato “grillino”.
Secondo: dubito che Biolè abbia detto che erano soldi della Regione (sarà lui a decidere se querelare, ma penso che poco gli interessi), visto che erano i soldi che avanzavano dai nostri stipendi, il cosiddetto Fondo Progetti.
Terzo: nelle prime righe dell’articolo si parla proprio di “soldi pubblici“. E qui si beccano l’agognata querela dal sottoscritto. E’ ovvio che, considerando la tempistica dell’uscita dell’articolo, con fini chiaramente elettorali e politici per favorire la parte politica dell’editore (Pd) e colpire l’M5S, la richiesta sarà CONGRUA.
Mandarli tutti a casa sarà un piacere!

