lunedì, Luglio 20, 2026

Il fondo per vendere la Sanità non s’ha da fare

FIS: il fondo per vendere la Sanità non s'ha da fare

Oggi in Commissione Sanità è venuto il tanto chiacchierato manager Ferruccio Luppi, ex manager Fiat e Ferrari, ex capo di Monferino, a parlarci dei due fondi immobiliari che la Rergione Piemonte sta predisponendo. Uno, del patrimonio disponibile della Regione, FIR, e uno del patrimonio indisponibile delle ASL, cioè gli ospedali, FIS. Ci siamo concentrati sul secondo, dando per perso il primo.


Prima anomalia, a cui ci ha ormai abituato la politica italiana: Ferruccio Luppi è, guarda caso, membro del CDA del più grande ente di gestione di fondi immobiliari, IDEA-Fimit. Non è abbastanza per un conflitto di interessi? Ovviamente crediamo di sì e nei prossimi giorni faremo una segnalazione alle sedi competenti, per far sì che tale ente sia escluso dal bando di gara. 

Tra le tante mirabilie dei due fondi, che dovrebbero portare, a piena valorizzazione (cioè vendita), circa 1,18 miliardi di euro entro 3 anni, il Luppi sul FIS, dopo aver detto che la manutenzione straordinaria sarà a carico dei quotisti del Fondo, si fa scappare  che "le macchine per diagnostica" rientrano nella manutenzione straordinaria. Quindi i quotisti, divisi in 66% pubblici (cioè Regione) e 33% privati, dovranno decidere insieme quando è il momento per sostituire o acquistare una Pet, una Tac, una Rmn per un ospedale. Deciderà il pubblico sulle esigenze dei cittadini o il privato sulla base della liquidità e dei dividendi ricevuti? Ai posteri l'ardua sentenza.

L'aumento di valore "immobiliare" delle strutture ospedaliere adeguatamente manutenute sarà equamente distribuito tra quotisti pubblici e privati con i dividendi anno per anno, un po' meno alla fine della vita del fondo (ad oggi prevista in 20 anni) se la Regione deciderà di riacquistare la quota di immobili, facendo realizzare un'ovvia plusvalenza ai quotisti privati, immaginando che non si opterà di venderli, a patto di mandare le attività ospedaliere in strada. Il tutto tralasciando il fatto che, ovviamente, i quotisti privati premeranno durante il fondo per un aumento del canone di locazione anno per anno, e per una valorizzazione "finale" congrua, pena l'abbandono del fondo.

Infine, tutte le attività a servizio degli ospedali (pulizia, guardiania, ristorazione ecc…) saranno gestite dallo stesso fondo SGR. A quando anche la gestione magari del personale ausiliario, infermieristico esternalizzato, e infine di quello medico?

Per noi questo fondo non s'ha da fare e ci opporremo con tutte le armi legali e politiche possibili. Giù le mani dalla Sanità.


Davide Bono
Capogruppo in Consiglio regionale MoVimento 5 Stelle



Ufficio Stampa
gruppo consiliare regionale
MoVimento 5 Stelle
Francesca Frediani
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