domenica, Luglio 19, 2026

VIA DA CUNEO LA META’ DELLE LINEE FERROVIARIE, CHI RISARCIRA’ I CUNEESI?

Ieri, sabato 6 ottobre, si è tenuto anche a Cuneo, come in altre città piemontesi quali Santhià, Ceva, Torre Pellice e Arona un presidio di protesta contro la soppressione  – voluta dalla Giunta Cota – di 11 linee ferroviarie piemontesi  – 460 km, pari al 24% della rete RFI del Piemonte – .

Come noto, le linee interessate, nel caso del capoluogo, sono la Cuneo  – Saluzzo – Savigliano e la Cuneo – Mondovì.

L’intenzione della manifestazione è stata quella di dimostrare ai dirigenti RFI ma soprattutto alla Giunta Regionale, e in modo particolare all’Assessore Bonino, che l’autobus sostitutivo del treno non potrà mai essere la soluzione alla soppressione della ferrovia, per svariati motivi.

La cronaca della mattinata ci permette di enumerare buona parte dei disservizi dovuti al sostitutivo su gomma: ritardo nell’arrivo del mezzo, impossibilità di caricarvi le biciclette, carenza di informazione rispetto alle fermate, fermate fortemente modificate rispetto a quanto riportato sul biglietto (Cuneo Gesso, per il pullman ha significato centinaia di metri dalla stazione medesima), solo per citarne alcuni.

Da mesi stiamo cercando di elencare le insostenibilità della riconversione delle tratte da ferro su gomma e ad una analisi sperimentale buona parte dei problemi sono emersi subito; possiamo solo immaginare l’incidenza del ghiaccio sulle strade nell’inverno ormai prossimo!

I colpevoli dello smantellamento delle linee hanno un nome e un cognome: Giunta Bresso, che dal 2005 al 2010 ha “dimenticato” di fare politiche di efficientamento sulla rete del trasporto pubblico locale e Giunta Cota, che da qualche mese pensa di poter tagliare le linee come fossero ramaglie da potare.

La delusione dei cittadini pendolari si somma alla rabbia per i miliardi di euro di risorse pubbliche destinate all’Alta Velocità, unico obiettivo bipartisan per il mantenimento del voto di scambio con la leva delle grandi opere in gestione alle lobbies.

In conclusione vogliamo rimarcare due aspetti fondamentali: il coatto depotenziamento del “movicentro” urbano cuneese, stazione di interscambio che ha perso la metà delle linee ferroviarie di competenza, e il reale pericolo di uno smantellamento fisico delle linee periferiche a favore della realizzazione del passante ferroviario torinese (funzionale al TAV).
Chi  risarcirà i cittadini: gli alleati di Bresso o quelli di Cota?

Manuele Isoardi – capogruppo MoVimento 5 Stelle Cuneo
Fabrizio Biolé – Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

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