lunedì, Luglio 20, 2026

Bilancio gruppo senza veli


di Davide Bono
L’abbiamo chiesto più volte a gran voce. E’ giusto parlare di riduzione dei fondi dei gruppi consiliari regionali e parlamentari, ma prima bisogna portare ad una totale trasparenza nella gestione di detti fondi pubblici, per evitare scandali come quelli del Lazio.


Inutile la modifica alla rendicontazione portata dal Presidente del Consiglio Regionale piemontese, Cattaneo, che prevede il passaggio da 3 voci a 18 voci aggregate.
Serve la pubblicazione scontrino per scontrino, con tanto di beneficiari, la cosiddetta Prima Nota.
E saremmo stati incoerenti se non l’avessimo fatto prima possibile (stiamo cercando di recuperare le Prime Note del 2010 e del 2011, ma il cambio di procedura informatica ce l’ha ad oggi impedito). Sul nostro sito, alla pagina Trasparenza, da mercoledì scorso potete trovare il nostro bilancio 2012 spesa per spesa.
Ci aveva provato il Pd in Lombardia, facendo una figuraccia, pubblicando delle voci senza beneficiario. Mentre c’è riuscito, due giorni dopo di noi, il gruppo IDV della Camera. Nella pubblicazione, mancano però i nomi dei collaboratori e dipendenti (o noi non siamo riusciti a trovarli). Sfidiamo sin d’ora gli altri gruppi consiliari regionali di tutt’Italia e quelli parlamentari a fare altrettanto, se tengono davvero, come dicono, alla credibilità dell’istituzione che rappresentano. Daremo pubblicamente notizia di coloro i quali lo faranno in maniera corretta o meno sul sito (dateci una mano per favore, andando a spulciare i siti dei vari gruppi e mandandoceli via mail a trasparenza@piemonte5stelle.it)
E’ giusto che i cittadini spulcino i conti di tutti, essendo soldi loro.
Nel frattempo rinnoviamo l’invito all’IDV e a Di Pietro (e a i partiti che li hanno presi, cioè tutti) a dare rendicontazione chiara, scontrino per scontrino, fattura per fattura, di come utilizzano i rimborsi elettorali (o come detto ieri da Report, i soldi delle donazioni). Speriamo che Di Pietro-IDV sia altrettanto solerte del Di Pietro-gruppo parlamentare IDV. E per le forze che sostengono il referendum per l’abolizione, a rifiutare da subito i rimborsi elettorali e, per coerenza, i rimborsi referendari. Non me ne voglia, Di Pietro, ma spesso dei soldi dei rimborsi referendari si perde traccia. In primis di quelli, vittoriosi, del 2011. Sappiamo che dovrebbero ammontare a 1 milione di euro, come possiamo sapere dal sito dell’acqua pubblica, ma come sono stati spesi ad oggi?

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