sabato, Aprile 18, 2026

Tangest: cosa ne pensano i cittadini informati?


Di Davide Bono
Il progetto di chiusura dell’anello della Tangenziale di Torino o con una gronda o con un tratto autostradale è discusso dalla politica da oltre 20 anni. Peccato che in questi anni la politica, esattamente come accaduto in Valsusa per il TAV/TAC Torino-Lyon e per qualunque altra Grande Opera, non ha mai informato né i cittadini né gli amministratori locali.
Tanto è che alcuni degli stessi sindaci dei Comuni interessati dal tragitto (Montaldo, Andezeno, San Raffaele Cimena, Gassino) hanno minacciato, qualora non coinvolti, di salire sulle barricate sul modello dei No Tav[1]. Posto che forse erano solo strumenti per ottenere favori “compensativi” (infatti sono stati chiamati solo loro, come affermato da Valerio Soldani, sindaco di Montaldo[2]) per i rispettivi comuni, da anni è nato un Comitato No Tangest, che al pari dei Comitati No Tav, studia i documenti (quelli che riesce ad ottenere dalla Provincia, da CAP ed enti preposti) e cerca di fare informazione nella Collina e nel capoluogo Torinese.


L’impresa ovviamente è titanica, perché i media sono allineati nel definire come prioritaria l’opera per la mobilità di Torino, nonostante sia stata definita dallo stesso Assessore Regionale ai Trasporti, Bonino, come un’opera “fredda”[3], cioè che non genera profitti e che, visto il costo a preventivo di circa 1 miliardo di euro per 22 km di bretella autostradale, si sta cercando di “convincere” ATIVA, concessionario dell’attuale tangenziale di Torino, di mettere il 50% dei fondi in cambio del rinnovo della concessione in scadenza al 2016. Ativa (Autostrada Torino-Ivrea e Tangenziale di Torino) è al 41% di Gavio e 41% del Gruppo Mattioda (altro grande costruttore/concessionario piemontese) e un 18% alla Provincia di Torino.Il restante 50% dovrebbe venire dal famigerato project financing, cioè capitali messi da privati, che si è sempre dimostrato essere una bufala che alla fine viene scaricata sulle tasche dei contribuenti. Sempre nell’articolo del 16 novembre de La Stampa si parla di 750-800 milioni dai pedaggi, senza specificare in quanto tempo e da dove. Si spera anche nel nuovo Cresci-Italia con progetti di defiscalizzazione delle grandi opere. Insomma non si sa dove reperire i fondi.
Ad oggi esiste comunque solo un progetto di massima, stilato dal Politecnico che ci è già costato oltre 1 milione di euro, con un corridoio entro cui dovrebbe correre il nastro di asfalto, con 8 km del tracciato in galleria o in rilevato nella collina torinese, senza svincoli verso la città di Torino, rendendola di fatto più che una tangenziale cittadina, una bretella autostradale di scarsissima utilità. I dati di traffico ufficiali dicono che potrebbe stornare solo il 6% del traffico veicolare sull’esistente tangenziale[4] (già in forte calo in tutto il 2011[5]), a patto che il pedaggio non sia troppo elevato. Utilità per i torinesi e i residenti pressoché nulla, visto che per andare a Torino continuerebbero a prendere a gratis la statale del Pino (vecchio o nuovo), invece di andare in autostrada fino a Brandizzo e poi tornare indietro a Torino, a pagamento.
Proprio per questo, il Comitato No Tangest ha deciso di intraprendere una duplice campagna di sondaggio conoscitivo del livello di informazione e delle opinioni di un campione rappresentativo delle popolazioni locali interessate dalla possibile costruzione dell’infrastruttura, intramezzata da una campagna informativa che distribuisca nella collina torinese un opuscolo contenente le informazioni e i dubbi sollevati dal Comitato stesso circa le caratteristiche, i costi, l’impatto ambientale, il ritorno economico dell’opera.
I Comuni interessati saranno Torino, Andezeno, Baldissero Torinese, Chieri, Gassino Torinese, Marentino, Montaldo Torinese, Pavarolo, San Raffaele di Cimena, Riva presso Chieri, Pino Torinese, Castiglione Torinese, Sciolze, Rivalba, San Mauro Torinese.
A fine campagna verranno analizzati statisticamente i dati ricevuti e verranno illustrati in una conferenza apposita.
La realizzazione del sondaggio telefonico è stata affidato al Gruppo Consiliare MoVimento 5 stelle Piemonte. L’operatore scelto è un operatore etico, attento all’utilizzo di software open source e dei diritti dei lavoratori, tutti assunti a tempo indeterminato. La copertura complessiva della spesa è stata offerta dal Gruppo Consiliare MoVimento 5 stelle Piemonte, più un contributo del Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra, uniche due realtà politiche ad oggi impegnate nell’opposizione all’opera.
Conoscere per correttamente deliberare, diceva Einaudi. I cittadini spesso sono favorevoli o non contrari ad opere inutili solo perché non sono a conoscenza dei veri dati, e questa condizione viene mantenuta ad arte dal potere tramite il controllo dei media per poterli manovrare in assoluta libertà.
Ps. il 1 aprile il Comitato No Tangest propone una passeggiata nei luoghi minacciati dalla inutile infrastruttura nel chierese.
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[1] Da La Stampa, 23.11.2011 “Un Osservatorio per dribblare i No-Tang” di Alessandro Mondo
[2] Corriere di Chieri, 13.12.2011, “Tangest, solo un sogno senza i soldi del Governo (Sindaci nel nuovo Osservatorio)”, di Debora Pasero
[3] La Stampa, 16.11.2011 “Meno tasse per i costruttori, Tangenziale Est più vicina” di Alessandro Mondo
[4] Studio Siti del Politecnico di Torino
[5] Dati ufficiali Ativa, ripresi da vari giornali es. La Stampa 11.12.2011 “La crisi viaggia in tangenziale” di Alessandro Mondo

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5 Commenti

  1. SONO SEMPRE PIU’ INACIDITA, ARRABBIATA CON QUESTA BANDA DI LADRI CHE CI GOVERNA: POSSIBILE CHE NESSUNO PRENDA POSIZIONE? TUTTI SONO ARRABBIATI MA NESSUNO CHE PRENDA UNA DECISIONE SERIA!

  2. Davide Bono, appena puoi contattami, è pronta una manifestazione importante per il 17 aprile a roma, cavalchiamo l’onda del malcontento tra le forze dell’ordine, esercito, finanza ecc..Loro manifesteranno e noi ci uniremo a loro, ho in mente una cosa, ma se mi contatti e hai 10 min liberi, possiamo parlarne, qui non è + ora di agire spezzati dobbiamo unirci. Questa è l’ennesima manifestazione della dittatura in cui stiamo vivendo, ciò che vogliamo fare è molto importante, abbiamo bisogno di voi, dei no tav, dei simpatizzanti del movimento in tutta Italia, Sto preparando qualcosa insieme a degli avvocati, per piacere chiamami e vediamo di unirci accidenti, altrimenti non andimo lontano…

  3. Conosco bene la zona che è ancora un angolo di pace e bellezza a due passi da Torino. Sono assolutamente contrario ad una devastazione del genere senza nessuna utilità. Ma sarei contrario anche se fosse utile, perché l’utilità non compenserebbe il danno generato.
    Inutile affidarci ai politici locali e non: tradiranno sempre il loro territorio per interesse. Disponibile a sostenere chi si oppone.

  4. Avevo già sentito parlare di questo folle progetto, ma speravo che l’idea fosse ormai del tutto abbandonata… Invece politici e istituzioni si ostinano a promuovere la realizzazione di grandi opere pubbliche dai costi esorbitanti! I dati poi confermano spesso la loro inutilità, il loro impatto negativo sull’ambiente o la loro non-sostenibilità.
    Circa l’uso massiccio dell’automobile, si ravvedono forti segnali di controtendenza: infatti sempre più persone – potendo – scelgono di limitare o ridurre l’uso dell’auto preferendo mezzi di trasporto alternativi. E’ semmai questo tipo di scelta che andrebbe resa concretizzabile e incoraggiata!!!
    Invece di concepire opere faraoniche, le istituzioni dovrebbero preoccuparsi di manutentare quelle già esistenti, per riportarle in efficenza e migliorarne l’utilità.
    La condizione di tante strade in Torino è peggiorata in questi ultimi anni e attualmente è vergognosa!!! Asfalto che si sgretola, buche, scalini, tombini, ghiaia… Quelle della collina e del sotto-collina sono tra le peggiori: vedi il Pino Vecchio e corso Moncalieri!!!
    Le risorse economiche andrebbero investite su interventi di manutenzione accurati e duraturi, selezionando le ditte con metodi meritocratici e non con i soliti giochetti politici… Implementare la rete ferroviaria suburbana, manuterare le strade in modo responsabile, rendere percorribili le banchine, creare piste ciclabili che siano effettivamente utili e fruibili e ben collegate tra di loro…
    Dare la possibilità ai cittadini di usare meno l’auto per i piccoli o medi spostamenti.
    La nostra Collina è un patrimonio unico che va salvaguardato: non devastiamolo!!!

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