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Sei anni sono passati dai tristi accadimenti di Venaus, quando i manifestanti che dormivano nelle tende vennero selvaggiamenti aggredite e brutalmente malmenati dalle Forze dell’Ordine. Nonostante i mezzi mediatici, politici ed economici impegnati ed i proclami niente è stato fatto, se non qualche chilometro di filo spinato. Dall’altra parte del filo spinato, molto invece è stato fatto: informazione innanzitutto in centinaia di serate non solo in Val di Susa o in Provincia di Torino ma in tutta Italia, a volte anche all’estero, Parlamento Europeo compreso (che ha sempre accolto il movimento No Tav a differenza di quello italiano). La soddisfazione alla fine di ciascuna di queste sere era quella di aver portato un pezzo di verità, quella che difficilmente si racconta sui media tradizionali, nella convinzione che la semplice lettura dei dati ufficiali non possa che aprire gli occhi a chi li ha chiusi per colpa della cattiva informazione. Inoltre, si è creata una comunità forte e resiliente, capace di resistere agli attacchi speculativi dei lobbisti ed (in parte) della finanza internazionale. La Valsusa come laboratorio di democrazia e di realizzazione della futuribile Rete dei Beni Comuni.
Nel mondo reale intanto, i treni continuano ad arrivare spesso in ritardo (senza rimborsi), frequentemente sozzi, mancano i soldi per garantire un livello accettabile di istruzione pubblica per i figli di chi non può permettersi una scuola privata, di salute per i nostri cari, per poter prevenire il dissesto idrogeologico. Anche per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini mancano i soldi nonostante gli sproloqui della Lega e le sue fantomatiche ronde “fai da te” (riportandoci al tempo del Codice di Hammurabi), mancano la carta per stampanti e la cancelleria nei tribunali, il carburante ed i pezzi di ricambio per le autopattuglie, le divise consone al cambio delle stagioni per le forze dell’ordine…
Ma non ovunque! nei boschi di Chiomonte ci sono decine, centinaia di mezzi nuovi di pacca, sempre con il motore acceso (per riparare gli occupanti dal freddo pungente) che girano in circolo su un nastro di asfalto posato dove prima c’era un bel bosco. 90.000 euro al giorno il costo dell’imponente quanto inutile apparato di sicurezza, presente in massa quando vengono in visita giornali e televisioni, insieme a qualche decina di operai che inscenano il cantiere, per turlupinare l’Unione Europea e farle credere che i lavori sono iniziati.
Erano tanti quell’8 dicembre al freddo e al gelo a marciare nella piana di Venaus verso quelle reti che volevano imprigionarci, molti di più saremo in questa 4 giorni di mobilitazione e festa.
Mobilitazione contro la militarizzazione imposta alla cittadinanza, contro lo sperpero di denaro pubblico in un momento in cui le Banche hanno deciso di portare la lunga mano della speculazione finanziaria direttamente al governo, da cui operare quei tagli che nessun governo eletto avrebbe avuto l’ardire di fare, contro l’istituzione del Sito di Interesse Strategico Nazionale e festa per la comunità ritrovata, per quel senso di appartenenza che solo chi ha vissuto almeno un giorno nei presidi Valsusini conosce, per quella presa di coscienza che, partita anni fa dall’opposizione al treno, abbraccia ormai altri campi, riguardanti in generale il significato della presenza dell’uomo sulla terra (in senso sociale, filosofico, spirituale, ambientalista) e dei rapporti interpersonali (dalla cooperazione al mutuo soccorso passando per l’economia etica)
6 anni sono passati da quella neve di Venaus, ma abbiamo la certezza che il movimento no tav non si arrenderà fino a che questo assurdo progetto non verrà stralciato dall’Europa e dall’Italia, e ancora continuerà, insieme al MoVimento 5 Stelle, per costruire un’altra Europa, un’Europa dei popoli, e un’altra Italia, un’Italia fatta di Beni Comuni…..vi aspettiamo in Valle
PROGRAMMA
GIOVEDI’ 8 DICEMBRE:
ORE 10: due concentramenti presso il campo sportivo di Giaglione e alla stazione di Chiomonte per dar vita a due cortei che si recheranno ad effettuare una VISITA GUIDATA ALLE RETI CHE CIRCONDANO IL CANTIERE CHE NON C’E’
ORE 10: concentramento alla stazione di Susa per un corteo che arriverà all’autoporto e dintorni dove ci si tratterrà condividendo pasti, momenti assembleari ed eventi artistici.
Nel tardo pomeriggio anche i cortei della Clarea confluiranno all’autoporto per dare insieme vita a una lunga NOTTE BIANCA NO TAV ALL’AUTOPORTO E DINTORNI
SABATO 10 DICEMBRE:
ORE 12 alla Baita Clarea PRANZO CON POLENTATA e ALTRO
ORE 20:45 al teatro Fassino di Avigliana: SECONDA GIORNATA EUROPEA CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI
DOMENICA 11 DICEMBRE – POMERIGGIO:
GRANDE FESTA AL PRESIDIO DI VENAUS
In tutte le situazioni è fondamentale essere autosufficienti (cambi d’abito, vestiti caldi, cibo, piatto bicchiere e posate, materassini, tende)perché come sempre:
A SARA’ DURA E QUESTA VOLTA SARA’ ANCHE LUNGA!!!!


…scusate scrivo qui perché non saprei dove…
ma sono del movimento 5 stelle questi del movimento progetto piemonte? :
http://www.casalenews.it/notizia/politica/2011/12/07/fuori-i-soldi-dalla-politica-il-movimento-progetto-piemonte-aderisce-alliniziativa/massimo%20iaretti-fabio%20martina-movimento%20progetto%20piemonte/30e192c0a79095308aa9ca1f3b39ca37#.Tt9wzkUCsQk.facebook
Nella nuova finanziaria prevedono 2 miliardi per lòa TAV
Ricordiamocelo nelle prossime proteste
Oltre al NO TAV mi piacerebbe lanciare un altro slogan
– NO REGIONI (le regioni create nel 1970 per il compromesso storico hanno sprecato e sprecano 50 miliardi di EURO ogni anno)
vedi http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=48037278403
Una gran parte della casta sta nelle regioni ed enti inutili creati.
non sono le province inutili ma le regioni.
NON ci possiamo permettere di pagare 20 organizzazioni della SANITA’.
Da molti anni sono accanto al movimento per la speranza di poter trasmettere a mia figlia un mondo migliore.
Ritengo che la violenza non abbia mai portato a nulla e a nulla ci condurrà andare contro il futuro che è senza alcun dubbio la ferrovia ad alta velocità.
Non vi siete mai chiesti quanti di noi vogliono ed utilizzano da anni la ferrovia per spostarsi ??
grazie fulvio