di Fabrizio Biolé
L’ottusità o la sfacciataggine degli Assessori della Giunta Cota, notoriamente a favore della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, come i dirimpettai del Partito Democratico, non ha eguali.
La Regione da tempo supporta il progetto di recupero dei vitigni autoctoni, tra cui quello fortemente voluto dalla Comunità Montana Valle Susa e relativo alla produzione annuale di 25.000 bottiglie per un territorio complessivo di 8 ettari coltivati a vigna solo nella zona della Maddalena di Chiomonte, interessata dall’imminente cantierizzazione del tunnel geognostico.
Il progetto, supportato anche dalla Provincia di Torino e dalla Comunità Europea ha previsto negli anni passati un difficilissimo lavoro di ripristino dei terrazzamenti per una produzione di nicchia, locale e di buona qualità, nelle due principali varietà del Becquet e dell’Avanà
Consci che questo tipo di attività vada supportata in modo costante e, anzi, si debba ampliare anche ad altri territori, abbiamo chiesto all’Assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto in che modo giustificasse la compatibilità tra un’attività produttiva d’eccellenza come quella della viticoltura “pioniera” e i venti anni totali di cantierizzazione, con gli stimati 225 mila metri cubi di smarino prodotti potenzialmente solo per lo scavo del tunnel geognostico di Chiomonte, il bassissimo rapporto tra occupazione locale indotta e risorse investite, le tonnellate di polveri sollevate da un cantiere che non è nemmeno strettamente funzionale all’opera in sè.
Una viticoltura, quella piemontese, introdotta nella nostra regione dal popolo etrusco e che di tante piccole e grandi eccellenze è composta. I vini dell’alta valle, come l’Avanà e il Becquet, molto ambìti nel Seicento sulle tavole dei nobili francesi, la fatica con la quale istituzioni e agricoltori hanno ripristinato e valorizzato le colture vitivinicole autoctone rappresentano evidentemente per l’Assessore Sacchetto ben poca cosa.
O ha forse poca conoscenza dell’impatto della cantierizzazione del Tav, nonostante nei mesi passati, in fase di discussione del progetto di legge sui grandi cantieri, il gruppo del MoVimento 5 Stelle abbia cercato di fornire dati precisi ed oggettivi sui danni che implicherebbe l’opera, declinandoli nei vari impatti ambientali, sanitari e territoriali.
Giudicare il, (a suo dire) “basso impatto” dello sventramento di un’intera valle alpina, facendo paragoni azzardati con l’impatto dato dal traffico automobilistico nelle morbide stradine langarole , mi sembra a dir poco sorprendente.
In sostanza: le polveri sollevate dallo scavo di più di mezzo milione di tonnellate darebbero nella logica dell’Assessore all’Agricoltura sulle viti valsusine lo stesso impatto del traffico che attraversa le collina cuneesi sulle vigne di Langa.


sono sempre piu perplesso e non credo che questi interessi lasceranno la strada a modi piu intelligenti di vivere.credo che arrivera in forma violenta nei prossimi anni un ridimensionamento di questa follia collettiva,vedremo,spero che il movimento 5stelle spopoli alle prossime politiche…
l’importante è parlare… tanto nessuno sente le cazzate che si dicono.
in aula tutti fanno i cavoli loro!!
CHIEDETE A COTA SE SI E’ DIMESSO DA PARLAMENTARE!!
CHIEDETE A FASSINO SE SI E’ DIMESSO DA PARLAMENTARE!!
scusate: a questi articoli non potete mettere il link per facebook, twitter, ecc? Magari anche senza il video in modo da poter pubblicare questi interventi sulla propria pagina?
Quella di Cota mi sembra una notizia importante, già mi scoccia con le mie tasse pagare lo stipendio a Cota di Presidente di Regione, un doppio stipendio mi farebbe venire un’orticaria immediata
assessore ignorante.
sta all’agricoltura come il trota sta all’intelligenza
Post del movimento del 29 maggio 2011
“DIFENDIAMO IL VINO DELL’ALTA VALLE DI SUSA”
La viticoltura, introdotta in Piemonte già dagli Etruschi, e poi diffusa con i Romani, è ancora praticata con grande fatica sui ripidi versanti delle montagne della Valle di Susa: da Gravere a Giaglione a Chiomonte e Exilles.
I resoconti dei viaggiatori verso il Moncenisio insistono già nel Cinquecento a ricordare “la campagna intorno e il colle coperti di vigne”. I vini di queste terre, come l’Avanà e il Becquet, erano ambiti nel Seicento sulla tavola del delfino di Francia.
Oggi questa viticultura montana, giustamente sostenuta dai finanziamenti comunitari, rischia una rapida scomparsa a causa dell’inquinamento da polveri di ogni genere prodotto proprio qui dal previsto cantiere della Maddalena di Chiomonte per il cunicolo esplorativo di del TAV.
Da circa quindici anni alcuni agricoltori hanno cominciato a recuperare i terrazzamenti abbandonati dal secondo dopoguerra: li hanno sistemati pietra su pietra, hanno piantato nuovi pali tutori, hanno messo a dimora le nuove vigne su un terreno che per pendenza fa concorrenza ai vigneti delle Cinque Terre.
Ora, dopo enorme fatica e grandi sacrifici economici, corrono il rischio di vedere andare in fumo il loro lavoro e il loro tentativo di recuperare una tradizione e una cultura secolare.
No al TAV che uccide il vino della Valle di Susa
No al TAV che uccide il lavoro dei viticoltori della valle
No al TAV che uccide la speranza di un’economia locale enogastronomica libera dai monopoli dell’industria alimentare
Come sempre questi politici parlano e basta per “infinocchiare” il cittadino.
Che siano dei “voltagabbana” dalla faccia tosta, ipocrici e falsi fino al midollo lo sapevamo già, ma che per i propri interessi e per quelli delle lobby a cui sono collegati e a da cui prendono gli ordini mettano a repentaglio la salute dei cittadini, l’ambiente in genere e la qualità della vita …..è proprio da “faccia da culo”. Sono criminali nel vero senso della parola! E come tali dobbiamo denunciarli attraverso una “class action” globale ed individuale per questo loro comportamento vile, spregievole e abietto.
Sono sempre piu’ amareggiato per la situazione ma allo stesso tempo contento che la collettività, con i movimenti dal basso, stia dando importanti segnali.
L’altro giorno sono andato alla maddalena a Chiomonte. E’ un vero e proprio laboratorio per difendere e promuovere il territorio e la causa.. Freniamo questi tentativi di deturpazione , a caro prezzo, del territorio.
C’e molto da fare nelle opere ordinarie (traffico pendolare, miglioramento arterie stradali , metropolitane leggere etc…) possibile che esista solo questa maledetta tav ? Ha un costo che il paese in questo momento non puo’ sostenere , non rilancia l’economia locale etc… Etc..
Abbiamo l’obbligo morale di usare bene le scarse risorse che abbiamo a disposizione !
vabbè… cosa pretendiamo da un deficiente come l’assessore Sacchetto, ci rendiamo conto di che persone occupano posizioni di rilievo nella nostra società? e’ una vergogna, basta essere così umiliati da una classe dirigente di poveracci ignoranti!!! basta!!!!!!!
Azzeccatissimo !!!! Ignorante di uno…
grrrr…. invece di sfogarti mettendoti a gridare le solite parole ad effetto tipo , operazione inutile e purtroppo comune sulla base di come ho visto fare anche da altri/altre scriventi nei Post precedenti, CERCA DI DARTI DA FARE, e di fare qualcosa di concreto per il Piemonte, ATTIVATI, COMBATTI GIORNO PER GIORNO, non bastano i soli Fabrizio e Davide per fare tutto, ci vuole un MOVIMENTO di massa… OK?
Sono d’accordo,basta con le sole parole!
La lotta ora è alla maddalena è da lì che si porranno
le basi per un altro modello di futuro diverso da quello che vogliono imporci,dobbiamo essere presenti lì per cominciare a cambiare veramente qualcosa e comunque essere pronti per accorrere quando sarà il momento e poi ci sarà tempo per scendere di nuovo in campo per altre importanti battaglie!
Il movimento deve crescere aiutando anche chi per ora non capisce con l’esempio….piano piano altri capiranno e spegneranno la tv per venire sui luoghi del piemonte e dell’italia dove sarà necessario a manifestare pacificamente ma con determinazione il proprio dissenso a questa società basata sul profitto e sull’ autodistruzione.
RESISTIAMO E LIBERIAMOCI!
Sono d’accordo,basta con le sole parole!
La lotta ora è alla maddalena è da lì che si porranno
le basi per un altro modello di futuro diverso da quello che vogliono imporci,dobbiamo essere presenti lì per cominciare a cambiare veramente qualcosa e comunque essere pronti per accorrere quando sarà il momento e poi ci sarà tempo per scendere di nuovo in campo per altre importanti battaglie!
Il movimento deve crescere aiutando anche chi per ora non capisce con l’esempio….piano piano altri capiranno e spegneranno la tv per venire sui luoghi del piemonte e dell’italia dove sarà necessario a manifestare pacificamente ma con determinazione il proprio dissenso a questa società basata sul profitto e sull’ autodistruzione.
RESISTIAMO E LIBERIAMOCI!