sabato, Aprile 18, 2026

L’occasione da cogliere “al volo”


Di Fabrizio Biolè
Dopo la visita del sito di Berzano effettuata ad agosto scorso, ho potuto venire nuovamente in contatto con il progetto KiteGen a febbraio, quando la cooperativa Retenergie di Fossano (CN) ha organizzato, aperto a tutti, un open-day che permettesse di visionare sul campo il cantiere, il deposito dei ricambi, oltre che assistere ad un’interessantissima conferenza sui problemi reali della filiera nucleare francese e su quella che è una delle potenziali alternativa per la produzione di energia: proprio l’eolico di alta quota.


Molte sono state le vicissitudini del primo impianto di Berzano San Pietro, i cui lavori sono stati bloccati più volte a causa dell’ostruzionismo degli abitanti e di una, a mio modo di vedere, immotivata “persecuzione” burocratica a colpi di sequestri e diffide, nata inevitabilmente dalla consapevolezza delle potenzialità dello stesso KiteGen e dal timore di un abbandono di quella che bipartisan è la direzione dello sviluppo di fonti rinnovabili: l’investimento univoco verso la biomassa legnosa.
Massimo Ippolito e la sua invenzione hanno trovato invece terreno fertile nella Provincia Granda ed in particolare sul territorio del Comune di Sommariva Perno. Qui a lato della locale discarica è quindi sorto il primo “Stem”, impianto di produzione di energia che sfrutta il vento di alta quota, della potenza di 3 Megawatt e che, nell’intenzione della società e dell’amministrazione locale dovrà essere il primo di 5 impianti che sporgeranno in un raggio di qualche centinaio di metri.
La tecnologia dello Stem si basa sulla potenza, e di conseguenza sull’energia, prodotta tramite alternatori dalla forza del vento che ad un ‘altezza compresa tra gli 800 e i 3000 metri dal suolo viene intercettata dal cosiddetto “kite”, l’aquilone o vela.
Un aquilone di poco meno di 50 metri quadrati di superficie il quale, gonfiato dal vento, tende le funi che lo ancorano a terra trasmettendo energia dinamica alla grande dinamo, che la trasforma in energia elettrica, muovendosi in modo altalenante, e con evoluzioni a forma di “otto”, verso il cielo e verso il suolo in un sistema paragonabile ad un gigante yo-yo.
Naturalmente buona parte della ricerca è stata indirizzata alla realizzazione del software di controllo delle funi, che tramite sensori montati sull’ala manovra con precisione millimetrica tutto l’impianto, ed in particolare l’ultimo ma importante scoglio è quello riguardante il programma informatico che possa provvedere al decollo dell’aquilone. Rispetto alla fase di sollevamento sono già state elaborate alcune tecniche teoriche la quali saranno vagliate e messe in pratica nel prossimo futuro per dare il via alla produzione dell’energia: utilizzo di palloni aerostatici, utilizzo di ventilatori da galleria del vento, oscillazioni governate dell’albero di controllo e altre.
In termini di spesa, la tecnologia costerà alla sua operatività, comprensiva di materiale, installazione e assistenza 1 milione di euro a megawatt, le aziende interessate sono già molte e le varie fasi di progettazione, messa a punto, ricerca e sono state finanziate da una holding ad azionariato diffuso, la WOW, che comprende tra i propri soci anche rappresentanti dell’attuale Giunta Regionale.
Proprio da questo nasce la nostra interrogazione all’Assessore Giordano, suggerita da quelle che sono state le pochissime risorse erogate dall’ente a questo progetto rivoluzionario: poco più del 10% della somma cui avrebbe diritto avendo visto i diversi bandi regionali.
La risposta dell’Assessore non fornisce gli elementi per capire quali sono le motivazioni di tale scarsa considerazione, anche se è chiaro che una politica a livello nazionale in senso “nuclearista” non permette, obbligando la preventivazione di costi spropositatamente maggiori, il minimo contributo pubblico aggiuntivo a quella che si rivela essere la tecnologia che può cambiare tutti i parametri secondo i quali intendiamo la produzione di energia da fonti rinnovabili, con costi minimi, diffusione possibile pressoché ovunque e potenzialità tali da prevedere, a regime, un distacco completo dalla filiera degli idrocarburi.

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8 Commenti

  1. Come sempre, voglio portare la mia esperienza dall’estero. Ebbene in Olanda da oltre due anni il centro ricerche dell’Università di Delft riceve fondi statali per perfezionare il progetto Laddermill, l’equivalente del Kitegen di cui sopra. Testato nel gennaio 2010 è già attivo anche se non ancora pronto ad essere sfruttato industrialmente.
    Un Paese intelligente che traguarda al miglioramento della propria economia così come al benessere dei suoi cittadini, sta sostenendo questo progetto con fondi relativamente modesti per utilizzare manodopera quasi gratuita (studenti master, laureandi e ricercatori “in erba”) che porterà progresso all’intera Nazione, con la loro massima soddisfazione. E parliamo di un Paese che ha la sede di importanti aziende petrolififere, prima fra tutte la Ducth Shell. Eppure, questo non impedisce ai politici olandesi di sponsorizzare progetti innovativi di sviluppo futuro.
    Le lobby ci sono dappertutto, anche qui in Olanda, ma la finta rassegnazione e l’equivoco vittimismo dei nostri politici italiani è scandaloso: sono tutte storie per restare immobili, non fare, non agire, non lavorare e forse intascare … qualche favore qui e là …
    Meditate gente, meditate …
    Paolo l’Italolandosvizzero
    http://www.lr.tudelft.nl/live/pagina.jsp?id=8d16d19a-e942-45aa-9b52-48deb9312e92&lang=en
    http://www.youtube.com/watch?v=f7jNuXJyC3E&feature=player_embedded#at=15

  2. Ottimo articolo e ottimo il commento di Paolo Doria. Come ingegnere colsi bene le straordinarie potenzialità del ‘concept’ Kitegen sin dal suo inizio e, al contempo, ebbi modo di constatare la solita pochezza della classe politica italiana: ignoranza, pressapochismo, immobilità, mancanza di visione, asservimento alle lobbies.
    Invece – oltre all’Olanda – le città di Monaco e Amburgo si sono già definite le loro agende: in Monaco di Baviera l’energia da fonti rinnovabili soddisferà l’intero consumo delle utenze domestiche entro il 2015 e quella per le attività produttive entro il 2020.
    Anche la provincia di Bolzano ha stilato un’agenda simile. La rispetteranno. sono tedeschi, mica italiani.

  3. Ottimo articolo e ottimo il commento di Paolo Doria. Come ingegnere colsi bene le straordinarie potenzialità del ‘concept’ Kitegen sin dal suo inizio e, al contempo, ebbi modo di constatare la solita pochezza della classe politica italiana: ignoranza, pressapochismo, immobilità, mancanza di visione, asservimento alle lobbies.
    Invece – oltre all’Olanda – le città di Monaco e Amburgo si sono già definite le loro agende: in Monaco di Baviera l’energia da fonti rinnovabili soddisferà l’intero consumo delle utenze domestiche entro il 2015 e quella per le attività produttive entro il 2020.
    Anche la provincia di Bolzano ha stilato un’agenda simile. La rispetteranno. sono tedeschi mica italiani.

  4. Ottimo articolo e ottimo il commento di Paolo Doria. Come ingegnere colsi bene le straordinarie potenzialità del ‘concept’ Kitegen sin dal suo inizio e, al contempo, ebbi modo di constatare la solita pochezza della classe politica italiana: ignoranza, pressapochismo, immobilità, mancanza di visione, asservimento alle lobbies.
    Invece – oltre all’Olanda – le città di Monaco e Amburgo si sono già definite le loro agende: in Monaco di Baviera l’energia da fonti rinnovabili soddisferà l’intero consumo delle utenze domestiche entro il 2015 e quella per le attività produttive entro il 2020.
    Anche la provincia di Bolzano ha stilato un’agenda simile. La rispetteranno. sono tedeschi mica italiani.

  5. Bene che questo progetto riesca a vedere la luce, anche se con fondi limitati e con la totale assenza di intraprendenza statale.
    Vorrei segnalare quello che, se non è una bufala (ma non sembra), rappresenterebbe la rivoluzione nella produzione di energia nel mondo: http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU e seguenti (il reattore Rossi-Focardi), rimbalzato sui media in giro per il mondo, Grecia, Stati Uniti, Svezia, Olanda, ma non in Italia. Rappresenterebbe la liberazione dal petrolio e dalle centrali nucleari. Purtroppo rappresenterebbe anche una nuova corsa ai consumi e un aumento della temperatura globale e non un più oculato utilizzo di energie non termicamente inquinanti, che sono ovviamente quelle rinnovabili.

  6. spero molto che il reattore Rossi-Focardi funzioni davvero ma tra segreti e mancanza di ulteriori notizie sui principi di funzionamento intanto mi sembra molto più importante la PRIMA vera fonte rinnovabile ININTERROTTA d’energia ora disponibile sul mercato (l’impianto stem da 3MW è già in funzione da alcune settimane). Bisogna immediatamente predisporre un piano energetico e industriale basato su questa novità per uscire dalla crisi e rivoluzionare l’economia mondiale. Vi prego di leggere votare e miglioare la mia proposta in proposito: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/leolico-dalta-quota-puo-innescare-il-vero-sviluppo-subito.html

  7. Sono felice di scoprire che anche la mia seconda patria sta eficacemente sviluppando questa tecnologia che rivoluzionerà l’economia e migliorerà immensamente il nostro futuro. Dal materiale che trovo online però direi che l’Italia è molto più avanti. KiteGen offre già un’alternativa immediatamente pronta per sostituire interamente la produzione di energia da idrocarburi, tagliandone il prezzo a circa un quarto di quello attuale.
    Vi prego di leggere, votare e migliorare la mia proposta di sviluppo di implementare immediatamente un piano energetico e industriale nazionale basato su questa grande opportunità: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/leolico-dalta-quota-puo-innescare-il-vero-sviluppo-subito.html
    [PS – Ma perché i forum del nostro movimento funzionano tutti così male? Non sarebbe ora di migliorarli?]

  8. Allora dato che l’ impianto era in funzione da settimane già ad aprile, sai dire quanto tempo è stato in volo il kite e quanta energia elettrica ha prodotto l’ impianto, da allora a oggi?
    Così poi si può rapportare la produttività di un impianto da 3 MW con le esigenze energetiche dell’ Italia, e costruirci sopra il piano energetico.

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