sabato, Aprile 18, 2026

Falchera a mollo, il Comune li ha mollati


All’inizio di agosto, insieme al MoVimento torinese abbiamo effettuato un sopralluogo alla Falchera e, più precisamente, presso una serie di case poste proprio a ridosso della stazione ferroviaria Stura, tra Via Tanaro, via Adige, via Toce e via Bormida. È l’ormai tristemente famoso quadrilatero a mollo, quello che da 6 anni vive nell’emergenza, con cantine, box e vani ascensore regolarmente allagati nella stagione estiva a causa dell’innalzamento della falda acquifera sottostante. Gli allagamenti e i problemi sono iniziati nel 2004, quando GTT ha dato avvio ai lavori del lotto 3B relativi al prolungamento interrato della linea 4, tra corso Giulio Cesare e Via delle Cascine.


Due anni più tardi, nel 2006, sono iniziati anche i lavori di rifacimento della stazione Stura da parte delle Ferrovie dello Stato e così, tra un buco e l’altro, tra un appalto e un subappalto, e il consueto rimpallo di responsabilità, il problema si ripresenta puntuale ogni stagione, con il crescente pericolo che vengano irrimediabilmente danneggiate le fondamenta degli edifici interessati.
E il Comune che fa? Aspetta, probabilmente in attesa che qualche crollo inneschi il meccanismo “virtuoso” delle emergenze che, come è ormai risaputo, produce utili sostanziosi e nuovi appalti. Poco importa se poi a fronte di qualche crollo qualcuno resterà sotto le macerie: semplici danni collaterali. E in attesa, tra gli altri, c’è ovviamente l’assessore alla viabilità e ai trasporti Maria Grazia Sestero.
Non che l’assessore non si sia interessata in passato alla vicenda: già nel dicembre del 2006 infatti l’assessore prometteva una risposta sollecita e risolutiva entro Natale (di quell’anno, ndr) a seguito dei lavori di un tavolo tecnico istituito ad hoc che stava esaminando tutta la questione. Ma, si sa, alle volte i tavoli tecnici faticano a trovare soluzioni, anche a causa di chi vi partecipa e di chi invece rimane inspiegabilmente escluso. Adesso i cittadini, stanchi di essere presi in giro, chiedono giustamente risposte e soluzioni in tempi rapidi, prima che sia troppo tardi.
Il MoVimento torinese, che ovviamente continuerà a seguire la vicenda e si farà portavoce delle richieste della cittadinanza, verificherà nei prossimi giorni l’iter da seguire per promuovere un’interrogazione in Consiglio Regionale, in modo che la questione torni all’ordine del giorno e venga affrontata e risolta al più presto.

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4 Commenti

  1. Salve io abito in provincia di vercelli precisamente a Crescentino, dove esiste un problema simile, in quanto siamo circondati dalle risaie, ed è da diversi anni che in questa stagione quando ormai le risaie sono colme e i contadini non hanno più bisogno di acqua in caso di forti pioggie pensano bene di riversare quella in eccesso nei canali irrigui che circondano il paese e irrimedialmente provocano allagamenti alle strutture abitative circostanti. Vige una sorta di mafia sulla gestione di queste acque che partono dalle fonti su in valle e arrivano fin da noi passando di amministrazione in amministrazione fino alle pianure dove appunto i contadini e gli enti preposti al controllo e alla sicurezza di questi canali d’acqua fanno e disfano tutto a loro piacimento e intanto qui si va in gondola!!! Se voleste venire anche dalle mie parti a fare qualche servizio sono a Vs. completa disposizione.

  2. Salve io abito in provincia di vercelli precisamente a Crescentino, dove esiste un problema simile, in quanto siamo circondati dalle risaie, ed è da diversi anni che in questa stagione quando ormai le risaie sono colme e i contadini non hanno più bisogno di acqua in caso di forti pioggie pensano bene di riversare quella in eccesso nei canali irrigui che circondano il paese e irrimedialmente provocano allagamenti alle strutture abitative circostanti. Vige una sorta di mafia sulla gestione di queste acque che partono dalle fonti su in valle e arrivano fin da noi passando di amministrazione in amministrazione fino alle pianure dove appunto i contadini e gli enti preposti al controllo e alla sicurezza di questi canali d’acqua fanno e disfano tutto a loro piacimento e intanto qui si va in gondola!!! Se voleste venire anche dalle mie parti a fare qualche servizio sono a Vs. completa disposizione.

  3. Questo è l’effetto di un “modesto quanto ordinario” scavo urbano. Progettato in maniera evidentemente approssimativa, appaltato da incompetenti in colpevole economia, ma sempre lavoro ordinario.
    Pensate che effetto potrebbe avere un tunnel di oltre 50 Km, un progetto straordinario pieno di incognite, scavato in una montagna con questo stesso disinteresse verso le falde acquifere sulla valle circostante.
    Abitaste in Val di Susa non sareste almeno un po’ preoccupati?

  4. In effetti una cosa l’hanno azzeccatta questi pseudo-amministratori. Il nome delle vie … fluviali. Semplicemente una vergogna…

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