• venerdì , 7 Agosto 2020
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Energia ed emissioni di gas serra in Piemonte: un’analisi della situazione

Pubblichiamo le Conclusioni di un corposo Studio effettuato dal nostro candidato Mauro Willem Campo in merito alla Politica energetica ed alle emissioni di gas serra del Piemonte.

Potete SCARICARE L’INTERO STUDIO IN PDF CLICCANDO QUI icona_pdf_low


“Sono ormai passati 13 anni dall’adozione del Protocollo di Kyoto e cinque dalla sua entrata in vigore. Gli obiettivi andavano conseguiti nel periodo 2008-2012 e ad oggi sono largamente insoddisfacenti. La cosa ha un costo per tutti noi. L’Italia sta accumulando un debito medio di 1,5 milioni di euro al giorno per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all’obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto. Sulla base delle prime stime delle emissioni climalteranti nei primi due anni di conteggio, si è accumulato un debito di circa 1,1 miliardi di euro!!!

Nel 2009 (stime Kyoto Club) esse sono state del 2% più basse rispetto al 1990. Il recupero degli ultimi due anni deriva dall’aumentato prezzo dell’energia, da inverni poco rigidi, e solo per finire dai primi risultati delle politiche di efficienza energetica e di incentivazione delle rinnovabili.

Il crollo del 2009 è strettamente legato all’arrivo della recessione.

Malgrado il calo delle emissioni degli ultimi anni, quella di Kyoto rimane un’emergenza in termini economici, di immagine e di mancate opportunità. Paghiamo, in Italia e in Piemonte, dieci anni di sottovalutazione del problema climatico e una notevole superficialità rispetto all’entrata in vigore del Protocollo.

Come abbiamo visto la produzione normativa e programmatica non è mancata. Le analisi sono corpose, i dati disponibili significativi. Non sono mancati copiosi investimenti. E ALLORA COME MAI NON SI VEDONO RISULTATI????

La risposta che con tutta l’umiltà del caso mi permetto di dare da cittadino informato e con un minimo di competenza sul tema è che come al solito non si è realmente affrontato il problema alla radice!

Anche adesso, in campagna elettorale si ritiene di poter passare per innovatori dichiarando di voler piantare un po’ di alberi in un parco per compensare le emissioni di CO2 della propria attività elettorale. Un’Amazzonia di alberi dovrebbero piantare coloro che arrivano da cinque anni di governo del territorio in cui i risultati sul tema sono quelli visti sopra!

Dichiarazioni, programmi, piani, normative inapplicate o con mille rinvii e deroghe: un mare di chiacchiere, scartoffie e burocrazia che è servito a nascondere la non volontà di cambiare veramente qualcosa. Non è pensabile che si possa continuare a far funzionare tutto come al solito e raggiungere gli obiettivi proposti! Bisogna cambiare strutturalmente modelli produttivi, comportamenti abituali quotidiani dei cittadini, organizzazione del lavoro, gestione dei trasporti e dei rifiuti. Si poteva fare gradualmente, con consapevolezza e coinvolgimento dell’ intero tessuto sociale. L’Italia e il Piemonte con essa ha potenzialità immense nel settore delle rinnovabili ed un’immensa ricchezza ambientale. Siamo stati i primi a creare una filiera fotovoltaica nei primi anni ’80 per poi lasciarla morire. Siamo stati i primi a sfruttare la geotermia per poi non svilupparla. Abbiamo avuto una delle prime ferrovie al mondo. E oggi? Persino la Grecia sfrutta il solare termico più di noi!

Oggi siamo in ritardo fortissimo su tutto. Inoltre abbiamo buttato via anni di opportunità in un contesto economico positivo e qualsiasi cosa si voglia a questo punto fare dovrà confrontarsi con una prolungata fase di stagnazione economica, se non di recessione. Eppure non c’è altra scelta! Qui abbiamo analizzato solo le politiche e la situazione locale, ma il panorama energetico, climatico, ambientale globale impone radicali cambiamenti!

E invece le soluzioni proposte sono sempre le stesse: bruciamo qualcosa. Legna, gas, rifiuti, quando non addirittura carbone. Si tira fuori qualche bella idea tecnica per migliorare il rendimento energetico e spremere meglio fuori l’energia. Ottimo. Ma bisognava farlo vent’anni fa e sfruttare questi guadagni per investire nelle alternative veramente pulite. Anche perché far rendere di più una risorsa energetica non ne ha mai ridotto il consumo, semmai anzi l’ha resa disponibile per situazioni in cui prima non sarebbe stato economico usarla, aumentandolo! Alla fine, da gas, petrolio, carbone e legna, bruciati bene fin che si vuole, si ottiene comunque CO2 ed altri inquinanti varii.

E quindi, con l’acqua alla gola come siamo adesso cosa salta fuori? Aggiungiamo la soluzione nucleare! Con questo completiamo il quadro con il “genio” della parte opposta a a quella che almeno vuol piantare qualche albero per la sua campagna elettorale…

Facciamo la solita leggina con la quale definiamo il nucleare “fonte rinnovabile” e risolviamo il problema facendo in più l’ennesima “grande opera” con immensi investimenti. Peccato che anche qua siamo in ritardo di trent’anni. Chi voleva sfruttarlo in modo furbo l’ha già fatto, mentre per noi saranno solo costi immensi (indovinate chi li pagherà?) e avremo (se mai qualcosa verrà completato) l’ennesima dipendenza energetica e tecnologica (uranio non ne abbiamo, anzi ce n’è poco disponibile anche sul mercato mondiale e la tecnologia è ormai in mano a pochi colossi multinazionali in cui sono del tutto assenti gli italiani).


Per questo proponiamo le nostre soluzioni ed il nostro programma affermando quanto segue: TUTTO DOVRA’ ESSERE MISURABILE, QUANTIFICABILE IN TERMINI DI RISULTATI E CON TEMPISTICHE CHIARE! BASTA DEROGHE E RINVII!

Ma soprattutto NELLA PIU’ TOTALE TRASPARENZA!


Mauro Willem Campo

Candidato nel listino provinciale di Cuneo”

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