sabato, Aprile 18, 2026

Trasporto pubblico cittadino: quale futuro?

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La GTT (Gruppo Torinese Trasporti) nasce nel 2003 dalla fusione di ATM e SATTI, entrambe di proprietà pubblica, ed il suo unico azionista è il Comune di Torino. Attualmente il Gruppo gestisce il trasporto sulla rete urbana, suburbana ed extraurbana di Torino, oltre a 2 linee ferroviarie in concessione e circa 50.000 posti auto in tutta la città.


Il recente orientamento del governo nazionale, atto a riformare i sevizi pubblici locali nel senso della privatizzazione, rischia di avere degli effetti anche sul trasporto pubblico torinese. In particolare, si è recentemente deciso di avviare un’operazione di ristrutturazione della GTT che metta in atto una separazione tra proprietà delle infrastrutture (che rimarrebbero in mano pubblica) e gestione del servizio, con il possibile affidamento dello stesso ai privati. Nascerà, quindi, una società denominata Infratrasporti Torino, alla quale sarà conferita la proprietà delle infrastrutture, mentre per la GTT potrebbero aprirsi scenari di futura privatizzazione.
La delibera approvata l’8/02/2010 fa infatti riferimento alla possibile ricerca di “soci industriali”. E’lecito chiedersi quali potrebbero essere gli effetti di un’eventuale privatizzazione sulla qualità del servizio offerto (già attualmente non eccelso) ed il costo dello stesso per gli utenti.
Al di là delle nubi che si addensano sul futuro del trasporto pubblico torinese, vi sono dati preoccupanti che riguardano la gestione attuale dell’azienda, con riferimento alla crescente esternalizzazione dei servizi di trasporto e manutenzione.
Dal bilancio consolidato del 2008 si deduce infatti che la GTT ha affidato a terzi rispettivamente 6,5 milioni di km e 214 mila ore di manutenzione. Come spesso accade, tuttavia, l’outsourcing non trova riscontro in efficienza e riduzione dei costi. Infatti, sempre dal bilancio consuntivo del 2008, emerge che alla voce “trasporto pubblico affidato a terzi” corrisponde una spesa di circa 25 milioni di euro. Se teniamo conto del costo medio del km erogato da GTT, risulta che se gli stessi km fossero stati erogati direttamente dall’azienda la spesa sarebbe stata di circa 15,5 milioni di euro. Il maggior costo per la esternalizzazione è stato quindi pari al 61,3 %. Se parliamo invece di manutenzione, i dati sono ancora più stridenti. Nel 2008 le ore esternalizzate corrispondono al lavoro di circa 126 operai GTT, che avrebbero un costo di circa 5,5 milioni di euro. La spesa per riparazioni e manutenzioni nel 2008 è stata invece di circa 25,6 milioni di euro, con un incremento percentuale pari al 350%.
I numeri parlano chiaro, e dal momento che – a quanto si dice – anche la Regione potrebbe entrare in partecipazione con il Comune di Torino, ci si augura che la Giunta presieduta da Cota mantenga fede all’impegno preso di ridurre gli sprechi e favorire l’occupazione, e tenga conto della possibilità di aumentare il personale della GTT, invece di affidare il lavoro a terzi, spesso fuori del Piemonte nel caso delle manutenzioni.

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