La sospensiva del TAR rappresenta una bocciatura clamorosa per Saitta e il suo metodo antidemocratico di gestione della sanità in Piemonte.
Il cosiddetto “riordino” dei servizi psichiatrici avviato dalla Giunta regionale è stato un vero è proprio blitz. Tutto è avvenuto senza informare la Commissione Sanità, il Consiglio regionale del Piemonte e senza nemmeno un adeguato confronto con gli operatori del settore e le famiglie dei pazienti psichiatrici. Una delibera scandalosa, approvata nelle segrete stanze di piazza Castello, che ha prodotto un vero e proprio terremoto nel settore dell’assistenza psichiatrica classificando Comunità alloggio e Gruppi appartamento non più come servizi sanitari garantiti dal sistema pubblico bensì socio assistenziali. Una modifica effettuata con il solo obiettivo di fare cassa.
Da una parte Saitta ha costretto le famiglie dei pazienti a sostenere maggiori ed insostenibili costi, dall’altra ha messo in difficoltà anche le strutture psichiatriche che potrebbero lasciare a casa circa 400 lavoratori.
Saitta e Chiamparino d’ora in poi farebbero bene a concordare interventi così importanti, altrimenti le loro “riforme” faranno la fine di quelle avviate da Cota e Monferino, e cioè bocciate al primo ricorso davanti al TAR.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Sanità

