Abbiamo appreso con soddisfazione delle dimissioni di Chiamparino da Presidente della Conferenza Stato Regioni. Ora però non perda tempo, le dimissioni devono avere decorrenza immediata. Non per sterile posizionamento politico, ma perché – lo diciamo da un anno – un Presidente di una Regione in Piano di Rientro, con il bilancio 2013 bocciato dalla Corte Costituzionale ed un disavanzo 2014 di 5,8 miliardi, non può guidare tutte le Regioni in maniera autorevole contro un Governo che ha deciso di affamare la sanità pubblica per poi ricentralizzarla, non appena le Regioni alzeranno bandiera bianca.
Serve una leadership forte, non tanto in termini politici ma in termini di solidità finanziaria. Serve un Presidente la cui sanità regionale non sia commissariata e che non abbia abusato dello “sblocca crediti” come avvenuto in Piemonte, con un bilancio regionale in sostanziale pareggio. Questi potrà guidare le Regioni nello scontro col Governo, perché di questo si tratta, senza essere messo sotto ricatto dallo sbruffone di Rignano d’Arno.
Dare un miliardo in più nel 2016 a fronte di impegni di spesa (nuovi LEA, vaccini, farmaci innovativi) maggiori di oltre 1,5 miliardi, significa tagliare il Fondo sanitario nazionale. Ancora più inaccettabile ipotizzare 4 miliardi di tagli nel 2017, che guarda caso sono proprio i soldi che si perderanno dal taglio dell’Imu prima casa. I parlamentari M5S hanno già dimostrato che le coperture per un FSN atto a garantire i LEA e il personale (inaccettabile il nuovo blocco del turnover del 25%) ci sono, spetta quindi ai parlamentari PD dimostrare di essere interessati al paese e non solo alla loro poltrona.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Sanità

