La legge regionale 4/2011, mirata a “far lavorare” le imprese locali nel TAV, versione in salsa piemontese della Demarche Grand Chantier d’Oltralpe voluta da Cota ed approvata anche dal PD, si mostra in questi giorni in tutta la sua inutilità.
Tutte parole rimaste, prevedibilmente, sulla carta e oggi utilizzate strumentalmente da qualche politico per coprire una vera e propria azione di lobbing a favore di imprese coinvolte a vario titolo in indagini e processi sulle infiltrazioni mafiose.
Eppure dovrebbe essere ben chiaro a tutti che una legge non può consentire di indirizzare gli appalti, nemmeno qualora si intenda favorire le ditte locali. Tant’è che oggi nel cantiere lavorano principalmente imprese non valsusine e nemmeno piemontesi.
Ad oltre 4 anni dall’entrata in vigore di questa legge le ricadute sul territorio sono pari a zero. Di concreto ci sono invece gli sprechi di denaro pubblico e la devastazione del territorio. Una pessima legge che peraltro va contro i principi di concorrenza e libero mercato di cui si riempono la bocca i suoi stessi promotori bipartisan. La sua unica utilità, se di utilità si può parlare, sembra essere quella di rappresentare una foglia di fico per giustificare relazioni e telefonate imbarazzanti.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

