L’Osservatorio su TAV è stato istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 marzo 2006 come “sede tecnica di confronto di tutte le istanze interessate alla realizzazione della Nuova Linea Torino Lione (NLTL), con l’analisi delle criticità e l’istruzione di soluzioni per i decisori politico-istituzionali”. Il 9 gennaio 2010 il governo Berlusconi con decreto del Presidente del Consiglio decretata esclusione dai tavoli dell’osservatorio della Comunità montana Valsusa e Valsangone ed i Comuni che si erano espressi negativamente sull’opera.
A distanza di nove anni dalla sua creazione, possiamo affermare senza timore di smentita che questo ente non solo ha fallito la sua missione, ma ha perso ogni ragione di esistere. Non solo l’attività risulta sempre più misteriosa, ma perfino la composizione, da quanto si evince da documentazione ricevuta a seguito di un accesso agli atti, appare totalmente incongruente con le sue dichiarate finalità.
A conti fatti, dei 50 Comuni che avrebbero titolo per partecipare ai lavori, ad oggi ben 18 hanno dichiarato – in modo più o meno esplicito come Rivalta o richiamando il tecnico come ad esempio Susa e Condove – l’uscita dal tavolo. E sarà tra poco sarà la volta di Venaria e, probabilmente, Alpignano. Inoltre, tra i Comuni che ancora sono considerati parte dell’Osservatorio, rileviamo la massiccia presenza di amministrazioni geograficamente estranee al progetto. Ci chiediamo infatti se Coazze, Cesana Torinese, Claviere, Giaveno, Bardonecchia, Salbertrand, Sestriere, Valgioie, solo per citarne alcuni, abbiano mai avuto pieno titolo per sedere ad un tavolo dedicato al confronto con le comunità locali interessate dal tracciato del TAV.
Ci chiediamo che senso abbia continuare a mantenere in vita una realtà che costituisce un costo anche per le stesse amministrazioni che devono retribuire un tecnico per rappresentarle.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Marco Scibona, Senatore M5S

