Il parziale sblocco del turnover annunciato compulsivamente da Saitta come la soluzione a tutti i problemi della sanità piemontese potrebbero pagarlo i cittadini.
E’ questa l’amara verità che l’assessore alla Sanità non dice a parole ma emerge dalla deliberazione 24-1419 dell’11 maggio scritta dalla Giunta sul contenimento della spesa del personale per l’anno 2015.
L’atto approvato dall’esecutivo indica chiaramente che se nel corso dell’anno dovesse essere confermata la riduzione ipotizzata sui contributi netti da FSR (Fondo Sanitario Regionale) o dovesse verificarsi il non rispetto dei vincoli di spesa previsti nei Piani operativi 2013-2015, la Regione individuerà e adotterà “ulteriori manovre necessarie per assicurare l’equilibrio economico finanziario del SSR (Servizio Sanitario Regionale) nel 2015”.
Inoltre con riferimento alla riduzione stimata del FSR 2015, pari a 137,9 milioni, la delibera indica che “nelle more dell’effettivo riparto del finanziamento nazionale, si procederà a congelare la quota di accantonamenti prevista nel PO per programmi di investimento e di sviluppo per l’assistenza resa nel territorio Piemontese (circa 150 milioni)”.
Insomma, sarebbe il caso che Saitta tenesse ben a mente la celeberrima frase di Trapattoni: “non dire gatto se non l’hai nel sacco”.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte

