Ennesima prova di inciucio centrodestra-centrosinistra nel Consiglio Regionale del Piemonte. Dopo l’accordo per tener fuori il MoVimento 5 stelle dall’Ufficio di Presidenza (nb per dare un posto di lavoro ai dipendenti della Lega Nord, precipitata da 12 a 2 consiglieri regionali), l’inciucio per mandare a Roma come grande elettore del Presidente della Repubblica il capogruppo di Forza Italia piuttosto che il nome indicato dal MoVimento 5 stelle, oggi si pone un altro tassello della vicinanza pd-lega, probabilmente dettata da logiche di reciproca copertura politica dei rispettivi “scheletri negli armadi” regionali.
Ma oltre alla beffa, oggi si aggiunge il danno. Nel neo-costituito Comitato Regionale per i Diritti Umani viene votata la capogruppo leghista, Gianna Gancia, già presidente della Provincia di Cuneo, già nota alle cronache degli ultimi mesi per dichiarazioni non sempre edificanti né molto in tema. Oltre ai deliranti resoconti agiografici dell’uscente Presidente Cota, vittima di complotti pluto-giudo-massonici, della magistratura rossa e dei media asserviti al centrosinistra (e le televisioni dell’alleato Berlusconi?), nelle ultime settimane si è distinta sui temi dei diritti umani.
Prima, nel tragico episodio dei morti italiani a Tunisi, afferma sui social network che “quelli erano quelli che davano ai leghisti dei razzisti”, quasi quasi ad indicare che questa fosse la giusta punizione per non aver capito la correttezza del messaggio leghista; poi afferma su un noto social network a proposito dell’introduzione del reato di tortura a seguito della condanna della Corte di Strasburgo sulla mattanza della scuola Diaz al G8 di Genova 2001: “Solidarietà alle forze dell’ordine. Il mondo dell’Italia e dell’Europa ormai gira al contrario” linkando un articolo del Giornale.it a titolo “Ora torturano i poliziotti”. Il tutto senza dimenticare le affermazioni al limite dell’odio razziale del segretario nazionale della Lega Nord contro Rom ed immigrati (di qualunque razza, etnia o religione) e le apparizioni pubbliche a fianco dei nuovi partiti fascisti italiani.
Siamo stupefatti, evidentemente questa è l’idea di democrazia e diritti umani che il nuovo partito di Renzi, il “partito della nazione” sta coltivando tramite i suoi amministratori. Un idea che ricorda sempre più quella a base di olio di ricino, manganello e fez.
Gruppo regionale M5S Piemonte

