sabato, Aprile 18, 2026

Caselli indaghi sui propri collaboratori e su Stefano Esposito

Desideriamo portare all’attenzione del procuratore Caselli un gravissimo caso di diffusione di informazioni riservate, e una violazione della legge, resa ancora più grave dal fatto che colui che la compie è un Senatore della Repubblica italiana.
Sul blog del Senatore PD Stefano Esposito è oggi infatti pubblicamente visibile e consultabile per esteso la Perizia Integrale della Procura di Torino sulle armi trovate in possesso di alcuni no TAV ( http://www.stefanoesposito.net/blog/2013/09/19/perizia-integrale-della-procura-di-torino-sulle-armi-trovate-in-possesso-di-alcuni-no-tav/ ).
Trattandosi di atti di un procedimento per il quale non si è ancora chiusa l’indagine, ciò rappresenta una palese violazione dell’art. 114 c.p.p. n. 2: “È vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari[405 ss., 554] ovvero fino al termine dell’udienza preliminare[424]”, il che configura il reato punito con l’art. 684 c.p. “Chiunque pubblica, in tutto o in parte, anche per riassunto o a guisa d’informazione, atti o documenti di un procedimento penale , di cui sia vietata per legge la pubblicazione, è punito con l’arrestofino a trenta giorni o con l’ ammenda da cinquantuno euro a duecentocinquantotto euro”.

Tralasciando tutte le riflessioni, che pur sarebbero doverose, in merito all’opportunità che un rappresentante del popolo dimostri un simile accanimento e quasi un morboso compiacimento nell’inseguire e divulgare ogni notizia relativa a procedimenti penali in corso, la nostra preoccupazione, da cui nasce l’esigenza di appellarci al procuratore Caselli, al momento è un’altra.

Ci chiediamo infatti come ciò sia potuto avvenire: com’è possibile che documenti coperti da segretezza siano arrivati nelle mani di una persona estranea al procedimento? Non essendo presenti parti civili, i casi sono due: o il senatore Esposito li ha ricevuti dall’avvocato della difesa, ipotesi che risulta alquanto bizzarra e poco credibile, o sono usciti direttamente dalla Procura della Repubblica, eventualità che riteniamo decisamente inquietante.

Auspichiamo pertanto che Caselli indaghi prontamente sull’accaduto e faccia piena luce sulla vicenda, anche per sgomberare il campo da ogni dubbio circa l’esistenza di corsie preferenziali di comunicazione tra gli organi preposti a portare avanti le indagini e alcuni politici apertamente schierati in difesa di determinati interessi.

Davide Bono Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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