Sulle questioni legate alla pessima gestione dei rifiuti nella nostra Regione e all’inceneritore del Gerbido in questi anni ne abbiamo sentite e subite di tutti i colori, ma la notizia apparsa oggi, secondo la quale solo grazie ai rifiuti provenienti dalla Liguria si potranno garantire le analisi sanitarie sui danni provocati dall’inceneritore, fa davvero inorridire.
La Regione Piemonte nel mese di luglio ha infatti stipulato un accordo con la Liguria, che – indipendentemente dai recenti fatti legati all’alluvione – non riesce a smaltire autonomamente tutti i rifiuti che produce. Tale accordo, venuto a galla soprattutto grazie ad una nostra interrogazione, tra le altre cose prevede che all’inceneritore del Gerbido arrivino – da qui a fine anno – 25 mila tonnellate di rifiuti liguri.
Oggi apprendiamo che TRM, la società privatizzata dal Comune di Torino che gestisce l’inceneritore, ci vende come buona notizia il fatto che proprio le entrate legate a quei rifiuti permetteranno di “salvare” il piano di monitoraggio sulla salute dei cittadini residenti nei comuni limitrofi e dei lavoratori stessi dell’impianto.
Per il programma denominato SPoTT, e portato avanti da da Arpa, Asl To3, Asl To1 e Istituto Superiore di Sanità, TRM non avrebbe infatti avuto le risorse per garantire gli 817 mila euro a suo carico per il 2014.
Al di là della contraddizione stante nel dover bruciare più rifiuti, e quindi inquinare di più, per poter garantire il monitoraggio dei danni causati dall’inceneritore stesso, è inaccettabile che TRM possa anche lontanamente ipotizzare di non versare quanto di sua spettanza per il monitoraggio sanitario.
Il Piano di sorveglianza sanitaria è infatti previsto dalla Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto; oltretutto TRM è per l’80% in mano a privati ed è una SPA che ha stipulato un contratto di servizio con la Provincia di Torino, per via del quale paghiamo ben 107 euro per ogni tonnellata di rifiuti conferiti.
Se le entrate di TRM sono inferiori a quelle previste (forse per il malfunzionamento dell’impianto?) le conseguenze non devono ricadere sulla salute dei cittadini.
Quanto prima depositeremo una interrogazione alla Giunta regionale e vigileremo affinché il Piano di sorveglianza sanitaria sia dotato delle risorse necessarie, soprattutto da parte di chi crea le emissioni inquinanti che lo rendono necessario.
Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

