Alla luce delle dichiarazioni rilasciate da Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò, attivisti No Tav ancora reclusi, appare ancora più evidente come l’accusa di terrorismo sia completamente folle e fuori dalla realtà.
Si è trattato, come hanno detto gli stessi ragazzi, di un’azione di sabotaggio che spesso viene definita dai Pm e dagli organi d’informazione con parole totalmente esagerate e fuori misura.
Le continue pressioni di alcuni politici, al solo fine di distrarre l’opinione pubblica dall’accertata inutilità dell’opera, hanno contribuito a creare un clima tale da indurre inconsapevolmente la Procura della Repubblica a formulare una pesantissima ipotesi di accusa.
Invitiamo quindi la Procura della Repubblica di Torino a riformulare il capo d’imputazione adeguandosi a quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione che ha escluso il reato di terrorismo.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

